Balotelli, zero tiri e gli scontri di Bergamo: top e flop del campionato
Andrea Losapio
Oramai mancano solo le ufficialità - che potrebbero arrivare nella prossima giornata - ma il campionato è pressoché concluso. Il Milan passeggia a Pescara, il Palermo perde in coda con l'Udinese, la Juventus batte l'Atalanta e continua a veleggiare nonostante uno Scudetto già vinto. Il Siena è sull'orlo del baratro, mentre il Napoli certifica il secondo posto con uno 0-3 al Bologna.
I top
Mario Balotelli - Una doppietta che lo porta a undici gol in altrettante partite nel nostro campionato, dopo che con il Manchester City aveva siglato solamente una rete in Premier. Insomma, un ciclone a cui il Milan deve molto, anche per la sua infallibilità dal dischetto.
Manuel Pasqual - Se la lotta Champions è ancora aperta molto è merito suo. Prima concede un assist pazzesco a Gonzalo Rodriguez per l'uno a zero, poi elargisce vari cross che non vengono sfruttati. Su uno di questi è incredibile l'errore di Toni, da due passi. Forse sarebbe il caso di dargli una possibilità in nazionale.
L'Udinese - Cala il tris a Palermo, non senza qualche botta di fortuna, portandosi solitaria al quinto posto. Settima vittoria consecutiva, veramente un bel mix di giovani con un paio di elementi davvero sopra la media. Benatia è tornato un muro, Di Natale - rigore a parte - rimane sempre lui, Muriel quando si accende sembra il vero Ronaldo. Vivacchia un po' troppo ma è giovane, si farà.
I flop
Gli zero tiri in porta - In Torino-Genoa vengono notati proprio da tutti. Pure da Fabrizio Miccoli, nel dopopartita del Palermo. Ed è il biglietto da visita peggiore per il calcio italiano. Come disse Lennart Johansson, il 2-2 di Danimarca-Svezia era un risultato difficile da biscottare, mentre uno 0-0 senza emozioni è decisamente più semplice. Pure l'Olimpico capisce e urla "Venduti". E' il calcio, bellezza. Una schifezza.
Il Bologna - Prende 9 gol in due partite, 3 in metà tempo con il Napoli. Che, sicuramente, è più forte, ma la scarsa resistenza dei felsinei è un replay di quello che si è già visto contro la Lazio pochi giorni fa. Che senso ha essere salvi a un sacco di giornate dalla fine? Serie A a 18 squadre, ma non sarà facile.
Gli scontri di Bergamo - I soliti imbecilli, verrebbe da dire. Da una parte e dall'altra, poche le distinzioni, una follia. Non succede (quasi) niente per (puro) caso, ma tra razzi, piastrelle, petardi e lacrimogeni qualcosa di grave poteva pure capitare.




