C'è un bomber che spaventa l'Europa: Libor Kozak
Tommaso Maschio
Nella Lazio che raggiunge i quarti di finale di Europa League annichilendo lo Stoccarda con un complessivo 5-1 c'è un giocatore che spicca su tutti e che nel torneo continentale sembra aver trovato la sua dimensione ideale. Si tratta del centravanti ceco Libor Kozak, che non solo non fa rimpiangere l'assente Miro Klose, ma riesce a far meglio di tanti e più celebrati attaccanti.
Il ceco segna una tripletta magnifica con due gol nei primi otto minuti in cui mostra tutta la propria bravura nell'inserimento in area di rigore e nel movimento senza palla a suggerire il passaggio dei compagni arrivi esso dalle fasce laterali o dalla trequarti centrale. Sul primo apre il piattone da due passi sul cross di Radu dalla sinistra, sul secondo invece calcia di potenza dopo aver fatto rimbalzare la palla servita da Hernanes mettendo il pallone sotto la traversa si un Ulreich sorpreso. Chiusa lì la partita si dedica a giocare per la squadra rientrando spesso a dare una mano sui calci piazzati dei tedeschi, ma nel finale torna a farsi vedere dove più gli compete, l'area di rigore avversaria, chiudendo alla grande una serata per lui fantastica.
Sbaglia è vero un gol facile facile sull'ennesimo assist di Radu, ma poi si fa perdonare mettendo di testa alle spalle di Ulreich il cross di Candreva dalla destra salendo così a quota 8 reti in altrettante partite di Europa League - 10 in 9 gare se si considera lo spareggio col Mura - che fanno di lui il capocannoniere della competizione davanti a Edinson Cavani. Il ceco segna un gol ogni 55 minuti: una media pazzesca che può permettere alla Lazio di guardare avanti con fiducia e far respirare sia Floccari, sia Klose - quando rientrerà - per la corsa al terzo posto in Serie A, competizione verso la quale Kozak sembra avere una certa 'repulsione' visto che in 12 presenze stagionali il ceco non è riuscito ancora a timbrare il cartellino.
Domani, al sorteggio per i quarti di finale, saranno in molti a sperare di non incrociare la Lazio di questo Kozak, diventato improvvisamente lo spauracchio di tutta l'Europa League.




