...con Degennaro
Alessio Alaimo
"Non è una sorpresa, l'ho sempre detto". Marco Degennaro, direttore sportivo del Sion, parla così dell'allenatore della Lazio Vladimir Petkovic a TuttoMercatoWeb.
Imporsi in una piazza come Roma non è mai facile.
"Sta facendo bene, mi fa piacere vedergli ottenere risultati. Pensa sempre alla sua squadra e mai agli errori arbitrali o alle polemiche varie. Petkovic è stato bravo sia a livello societario che con la stampa. Ha fatto un buon lavoro ed è riuscito a mostrarsi com'è davvero. Ormai non ci sono più dubbi, è una certezza".
E se vincesse il derby, stasera...
"Ora ci sono delle tappe importanti. C'è anche il ritorno di Europa League, la Lazio può fare bene".
E il vostro mister, Gattuso, come va?
"Siamo in un periodo in cui non sono arrivati i risultati e questo, visto il lavoro che stiamo facendo, è un vero peccato. Ma se si lavora così si puo' solo crescere. I risultati devono arrivare per forza, sul campo stiamo facendo benissimo".
L'altra volta avete giocato a San Siro. Prove per il dopo Allegri, per Gattuso?
"Sicuramente per lui è stata una grande emozione. Tornare in uno stadio che lo ha visto protagonista per anni è stata una bellissima sensazione. Poi i tifosi lo hanno accolto bene. Da noi è un valore aggiunto inestimabile, rinunciare a lui sarebbe una grave perdita. Egoisticamente spero che questo accada il più tardi possibile"
Mercato: a giugno cercherete occasioni in Italia?
"Il nostro mercato cambia in funzione del risultato di fine anno. Se sei in Europa ti puoi permettere qualche movimento in più. Se capiteranno delle occasioni le prenderemo in considerazione molto volentieri. Per noi il mercato italiano è un riferimento importante".
A gennaio siete stati vicini a Riverola.
"Lo voleva Munoz, me ne parlava molto bene. Però in Svizzera puoi tesserare un determinato numero di giocatori, avevamo a disposizione un solo posto e ce lo siamo giocati puntando su un giocatore con più esperienza".
Eravate anche su Marco Rigoni.
"Anche lui era una possibilità, abbiamo parlato molto con Rigoni. Eravamo vicini".




