...con Foggia
Alessio Alaimo
Voglia di continuare a correre dietro ad un pallone, per la passione più che per i soldi. Ed è per questo che Pasquale Foggia, dopo aver firmato un contratto importante con il Dubai FC, ha deciso di tornare sui suoi passi. L'attaccante ex Lazio adesso è il leader di una Salernitana che ha tutta l'intenzione di tornare nel calcio che conta e a TuttoMercatoWeb racconta le sue sensazioni. Tra presente e futuro. Un futuro che Foggia dà anche a tanti ragazzi, con la sua scuola calcio che quest'anno ha consegnato diverse giovani promesse al mondo del pallone.
Foggia, giusto il tempo di visitare Dubai ed è tornato indietro. Perché?
"Perché mi sento ancora giocatore. Non mi aspettavo chissà cosa ma il calcio lì era differente. Poi ho avuto problemi con i bambini, soprattutto con il grande, che non si è ambientato. E così ho preferito prendere questa decisione subito".
Ed è tornato da Lotito. Ma alla Salernitana...
"L'idea è nata quando il presidente ha saputo della mia risoluzione con il Dubai Fc e così mi ha proposto il progetto. Ovvio, se senti parlare di Lega Pro è difficile accettare. Ma conosco Lotito e so che progetto vuole portare avanti, perché qui c'è un progetto per davvero, con ambizioni importanti. Non è una frase fatta".
Obiettivo serie B?
"Assolutamente sì. Abbiamo tutte le carte in regola come squadra, società e pubblico, per fare bene".
Lei a Salerno, Miccoli a Lecce. Una Lega Pro che vale la serie A...
"E il nostro girone non ha niente a che vedere con le categorie inferiori, perché ci sono piazze importanti. Miccoli è un giocatore che c'entra poco con la Lega Pro, ha fatto una scelta di cuore perché Lecce è la sua città e ha sempre manifestato la voglia di chiudere la carriera nella sua squadra del cuore. Gli auguro di togliersi tante soddisfazioni, ma ovviamente dietro di noi.
La Lega Pro con la forza di società importanti e giocatori che amano le sfide è un campionato affascinante".
Intanto pensa anche al futuro. E costruisce il futuro per molti ragazzi, con la sua scuola calcio.
"Ho una scuola calcio da sei anni, che cresce e migliora sempre di più. Quest'anno ho dato la possibilità a tanti ragazzi di esprimersi in un calcio più importante. Ho dato ragazzi del '99, tutti Giovanissimi Nazionali, a squadre importanti: quattro giocatori alla Paganese, due alla Lazio, due al Frosinone e uno alla Nocerina. Non capita tutti i giorni di fare un salto così importante. Sono contento".
Quando smetterà di giocare si dedicherà a tempo pieno alla scuola calcio?
"Mi piacerebbe tanto curare un settore giovanile. Ho iniziato la scuola calcio proprio per questo. Oggi ho duecentocinquanta bambini e due scuole calcio a Napoli. Vorrei dare un futuro migliore, una speranza, a ragazzi dei quartieri popolari".
E se prima di smettere arrivasse una chiamata dalla A o perché no, di nuovo da Dubai?
"No. Ho rinunciato a tanti soldi e a categorie superiori per il progetto della Salernitana. Ora è tempo di ripartire, con una nuova sfida. Voglio raggiungere traguardi importanti ed insperati con questa maglia. Sarebbe il modo più bello per chiudere la carriera. A volte le sfide che sembrano impossibili sono le più belle. Soprattutto se riesci a raggiungere obiettivi a cui magari adesso non pensi".
Niente più Emirati Arabi o altri Paesi?
"No. Ho sposato la Salernitana per tre anni, voglio vincere con questa maglia e togliermi tante soddisfazioni".




