Cucchiaio di Candreva, gli Olé e la posizione di Buffon: top e flop della Conf Cup
Andrea Losapio
Italia-Spagna ha il solito retrogusto amaro del "vorrei ma non posso", di quella lotteria dei rigori che dagli anni novanta in poi ha colpito come una sciagura la nostra nazionale. Come nel 2008 la nazionale deve abdicare per la roulette russa rappresentata dagli undici metri, in seguito a una partita non bella ma che sarebbe potuta cambiare con un po' più di fortuna. Viene da sperare nella cabala, con la Spagna vincitrice della Conf Cup e poi sconfitta nel mondiale. Meglio, comunque, di quanto potessimo sperare alla vigilia.
I top
Il cucchiaio di Candreva - Replica il colpo che all'ultima giornata diede la vittoria alla Lazio, però stavolta contro ha Casillas e conterebbe qualcosa di più. Bel colpo sotto, da raccontare ai nipotini, a corredo di una gara da incorniciare. Sarebbe da riproporre come titolare, meglio di tanti altri.
Il solito Iniesta - Accelerazioni, tocchi e intelligenza. Pure un po' di esperienza, quando serve. Il centrocampista del Barça come sempre dà classe e numeri alla mediana spagnola, andando a influire su praticamente tutte le azioni offensive della Roja. Manda in porta tutti i compagni, ma predica nel deserto.
La prestazione dell'Italia - Contro il Giappone è stata veramente una partita da 3,5. La prestazione di ieri è più che sufficiente, peccato per il palo di Giaccherini - comunque pareggiato da quello di Xavi nel finale - e per un paio di occasioni da sfruttare meglio. Sembra, però, che come le grandi squadre abbia più margine per abbassare i ritmi e salvarsi quando non ha spazio d'attacco.
I flop
Il senso della posizione di Buffon - Dispiace, ma i rigori non sono cosa sua. Contro la Francia nel 2006 ci ha pensato Trezeguet a regalare il mondiale all'Italia, nel 2008 non è stata colpa sua. Nemmeno ieri sera, a dire la verità, però succede davvero raramente che il portiere della Juventus riesca a neutralizzare gli attaccanti dagli undici metri.
Gli olé - Sentiti con il Giappone, riascoltati contro l'Italia. Quando il pubblico brasiliano incomincia a inneggiare la squadra più debole, questa regolarmente perde. Sia quando merita di vincere come i nipponici, sia quando si potrebbe fare di più di un semplice pareggio con la Spagna. Portano scalogna, quasi come le vuvuzelas.
La mesosfera di Bonucci - Fosse stato rugby, il difensore della Juventus avrebbe portato l'Italia sul più tre, irraggiungibile per il rigorista spagnolo. Ma, a quel punto, pure Tahiti sarebbe stato competitivo. Troppi se, la palla vicino alla Mir ce la manda lui: meglio ieri che fra un anno.




