Dal pioniere Taffarel al gaffeur Goicoechea. Quando la porta è sudamericana
Gaetano Mocciaro
L'errore fantozziano di Mauro Goicoechea contro il Cagliari ha fatto riemergere alcuni dubbi circa l'affidabilità dei portieri stranieri in Serie A e più in particolare sudamericani, considerata la differenza con la rinomata scuola italiana. Fino a una ventina d'anni fa non era nemmeno concepibile vedere un estremo difensore dell'estero, a rompere il tabù fu il neopromosso Parma nel 1990 con Claudio André Taffarel, numero uno della nazionale brasiliana: alla fine sono stati 3 anni in gialloblù più un altro alla Reggiana, con un bilancio tutto sommato positivo, anche se nei primi successi gialloblù Taffarel si è ritrovato a fare il comprimario. La Coppa Italia del 1992 così come la Coppa delle Coppe dell'anno successivo vide l'italianissimo Marco Ballotta tra i pali, con buona pace del brasiliano. Da lì in avanti sono arrivati una serie di portieri da ogni parte del mondo, molti sudamericani con qualche colpaccio e flop clamorosi. Il migliore arrivato dal nuovo continente è sicuramente Julio Cesar, giunto in Italia in punta di piedi e rivelatosi molto importante. Arriva nel gennaio del 2005, l'Inter non lo può tesserare per raggiunto limite di extracomunitari e lo parcheggia al Chievo. A Verona non scende mai in campo, ma quando in estate diventa un effettivo nerazzurro riesce immediatamente a togliere il posto a un mostro sacro come Francesco Toldo. Da lì in avanti saranno 7 anni in cui vince tutto, con l'apice nella stagione 2010. Poteva essere uno dei grandissimi e invece è stato protagonista di una parabola discendente clamorosa Dida. Arrivato nel 2000 si presenta con una papera memorabile in Champions a Leeds. Viene parcheggiato un anno in Brasile e quando ritorna nel 2002, complice un infortunio di Abbiati, si prende il posto e non lo molla più. Para tre rigori in finale di Champions League contro la Juventus ed è i protagonista nella conquista del trofeo più ambito. La stagione seguente si ripete, sfrutta la sua esplosività e il suo stato di grazia, vince lo scudetto ancora da protagonista e insidia la leadership di miglior portiere a Buffon. Una sera di Champions nel derby con l'Inter viene colpito da un petardo e da quel momento il suo rendimento cambia in maniera drastica. Errori incredibili, insicurezze trasmesse a tutto il reparto e l'addio nel 2010 che sa di liberazione. Fa una buona carriera Doni alla Roma, riuscendo a mantenere il ruolo di titolare per quattro anni.
bene anche Romero, titolare alla Sampdoria da due anni, nonostante si conceda qualche infortunio. Positivo anche Muslera, venduto bene al Galatasaray dopo quattro stagioni. E dire che l'inizio disastroso aveva fatto prevedere vita breve in Serie A. L'uruguayano arriva 21enne alla Lazio e ne combina più di Bertoldo. Memorabili le sue gaffes, ben quattro nei cinque gol subiti contro il Milan. Negli anni seguenti si rifarà, rubando il posto nella stagione 2008/09 a un altro sudamericano: Juan Pablo Carrizo. Arrivato con un anno di ritardo per motivi legati al passaporto, Carrizo viene presentato in pompa magna salvo poi mantenere il posto di portiere titolare fino alla prima giornata di ritorno, quando incassa all'Olimpico quattro reti dal Cagliari. Le stagioni seguenti sono da comprimario, trova spazio a Catania in prestito, ma poi ritorna alla base e i prossimi sei mesi lo vedranno come vice di Handanovic. Da valutare Neto, arrivato alla Fiorentina come grande promessa e mai esploso, mentre ci si aspettava di più da Rubinho, che dopo l'exploit al Genoa ha pagato il passaggio a vuoto al Palermo. Ora fa il terzo portiere alla Juve. Onesto vice alla Lazio Albano Bizzarri dopo aver fatto bene a Catania. E a proposito di etnei, molto bene Andujar, al contrario di quello che fece a Palermo. Una buona parentesi nei primi anni 2000 per il colombiano Cordoba a difendere la porta del Perugia, sfortunato incece Arthur alla Roma. Impalpabile Romo a Udine e infine beffardo il passaggio in Italia di Fabian Carini. Arrivato alla Juve da titolare della nazionale dell'Uruguay è costretto a fare la riserva prima di van der Sar e poi di Buffon, salvo poi essere ricordato da noi per essere protagonista suo malgrado degli sberleffi ai tifosi per l'Inter per il famoso scambio alla pari con Fabio Cannavaro.




