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Dalla depressione alla Lazio, la storia di Lucas Biglia

autore
Andrea Losapio
venerdì 14 giugno 2013, 07:152013
autore Andrea Losapio
14.06.2013 07:152013
Biglia chiude EmanuelsonTUTTOmercatoWEB
Biglia chiude Emanuelson
© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS

Essere uno dei titolari di un'Argentina campione del Mondo e non uscire, o quasi, dal Belgio. Lucas Biglia, centrocampista dell'Anderlecht e della nazionale albiceleste, non ha ancora rispettato le aspettative che si erano create dopo il Mondiale 2005. Seppur fosse un under20, quasi tutti i compagni di Lionel Messi - vera stella del torneo - hanno poi compiuto grandi cose. Da Aguero a Zabaleta, da Garay a Gago. Pure Paletta, dopo qualche problema di troppo al Liverpool, è riuscito a ritagliarsi un posto da difensore affidabile - e seguito dai grandi club - a Parma. Biglia invece è passato dall'Independiente all'Anderlecht, e lì s'è fermato.

La scorsa stagione ha partecipato alla Champions League con la società belga, affrontando pure il Milan: a gennaio sembrava un obiettivo dell'Inter, salvo poi passare in secondo piano sull'altare Kovacic.
Ciò che non si sa è che a gennaio, Biglia, stava lottando sull'orlo della depressione. Trattamenti medici dichiarati all'Anderlecht, ma un'emicrania feroce che gli fece saltare le prime due partite del 2013, tornando solamente contro lo Standard, con un gol e un'espulsione. Capitano dell'Anderlecht - coadiuvato e spesso sostituito da Olivier Deschacht, altra bandiera - aveva già fatto sapere di volersene andare durante la finestra trasferimenti invernale, ma il presidente Roger Vanden Stock aveva fissato un prezzo troppo alto - la clausola rescissoria, da 8 milioni di euro - per il proprio mediano. Lo sconticino è però dietro l'angolo e la Lazio pare davvero pronta all'investimento. Dopotutto, se la classe non è acqua, un Mondiale e una maglia nell'Argentina non sono certo da buttare.