Di Canio: "Ottima Lazio, ma i risultati sono simili all'anno scorso"
Matteo Calcagni
Paolo Di Canio, ex allenatore dello Swindon Town, è stato ospite a Undici, trasmissione di approfondimento calcistico su Italia 2. L'ex laziale ha parlato di numerosi argomenti, ripercorrendo anche la sua carriera.
Sulla Lazio di Petkovic: "L'anno scorso a questo punto aveva un punto in più, questa squadra difetta in trasferta, con dodici gol fatti in dodici partite fuori dall'Olimpico. Il lavoro di Petkovic è ottimo, ma questa Lazio ha cinque giocatori in più rispetto all'anno scorso. Si può dire che il gioco di quest'anno è forse più gradevole, però i risultati sono quelli. Terzo posto possibile? Può arrivarci, assolutamente sì".
Sulla Roma di Zeman: "Secondo me, vedendo da fuori, l'errore è stato quello di essere stato molto vicino a Totti e non agli altri che avrebbero dovuto costituire lo zoccolo duro, come De Rossi e Osvaldo. Questi giocatori sono influenti nello spogliatoio, con il loro atteggiamento possono influire sugli altri. De Rossi? E' un ragazzo genuino, puro, l'ho sempre stimato".
Sulla carriera da allenatore: "I numeri? Sono importanti, ho scoperto che nell'ultimo anno e mezzo in tutti i campionati professionistici sono dietro per vittorie solo a Ferguson. Il modello? Ferguson è qualcosa di unico, strepitoso, perchè negli anni ha saputo adattarsi e stare al passo con i tempi. Questo rende onore ad un uomo che ha una grandissima intelligenza".
Sul rapporto con i calciatori: "I giocatori non si aspettavano tutta questa attenzione dei dettagli in fase difensiva, non essendo stato io un difensore. Giocatori che hanno poi subito la metà dei gol presi in precedenza, non se lo aspettavano e nelle interviste hanno parlato di questo".
Sulla curva della Lazio: "Ho militato tantissimi anni, trasferte, curva, la condivisione con tante persone, col gruppo con cui viaggiavi. La bellezza della curva è meravigliosa, più classi sociali possono condividere la stessa passione".
Sul gol al Milan col Napoli: "Un gol importante, erano mesi che il Milan non perdeva. Era un'annata travagliata, siamo andati avanti e alla fine abbiamo ottenuto una qualificazione Uefa insperata. Uno dei gol più importanti della mia carriera".
Sulle esperienze alla Juventus e al Milan: "Evidentemente non avevo il pedigree, qualcuno dice per il carattere. Evidentemente non ero in grado di giocare sempre a certi livelli in grandi squadre, ma ho dato il mio contributo anche alla Juventus e al Milan, dove ho dato una mano per vincere lo scudetto".
Sul litigio con Capello: "Nei due anni con Capello credo di non aver mai fatto tribuna, perchè lui era un meritocratico. In tournée pensavo di avere più spazio, poi si portano dei prestiti e io lì ebbi meno spazio, mi arrabbiai, ma nulla di grave. Fui chiamato da Galliani perchè c'era la possibilità di andare al Celtic, cosa voluta anche da me".
Sui derby col Celtic: "Furono delle belle battaglie, onestamente le uniche quattro partite dove ti senti di essere un giocatore alla massima potenza. C'è di tutto e si accendono questi derby, vengono caricati mille volte in più che un derby a Roma. Momenti meravigliosi".
Sul West Ham: "Loro mi hanno sempre mostrato amore e affetto per quello che ho fatto, a prescindere dal risultato finale. Il loro è rimasto incondizionato, sono andato via e per sette/otto anni hanno continuato a cantare il mio nome. Lì c'è stato l'amore vero. West Ham è qualcosa di unico che non si potrà mai rovinare, loro li porto nel cuore, non hanno mai tradito".
Sull'episodio di fair play: "Non sono stato un angelo, voglio vincere con la lealtà. Il loro portiere era rimasto a terra per un infortunio grave e non ce l'avrei mai fatta a trarre vantaggio da questa situazione".
Sul ritorno alla Lazio e il gol nel derby: "Un urlo strozzato in gola. Non ho sentito nessun rumore intorno a me, un boato silenzioso. Un'esplosione interiore, era come se fossi trasportato in un'altra dimensione. Quel derby era sentito, tornavo dopo quindici anni, con tanti sbeffeggiamenti, un gol sotto la Sud, goduto e gioito, è stata l'emozione più bella".




