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Ecco perché Conte pensa di lasciare la Juve: tutti i giocatori che voleva e non sono arrivati. In bianconero può arrivare Prandelli, Zaccheroni in Nazionale. Inter, Moratti figlio con Thohir

autore
Enzo Bucchioni
venerdì 20 settembre 2013, 00:002013
autore Enzo Bucchioni
20.09.2013 00:002013
Nato ad Aulla (Massa Carrara) il 16/03/54 comincia giovanissimo a collaborare con La Nazione portando la partita che giocava lui. Poi inviato speciale e commentatore, oggi direttore del Qs Quotidiano sportivo della Nazione, Resto del Carlino e Giorno
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Aggirandomi nei misteri di Prandelli e del suo futuro che non è sicuramente una selva oscura, ma una decisione già presa da tempo, mi sono imbattuto nei misteri della Juventus che non sono pochi.
Il brutto pareggio dell'altra sera a Copenaghen c'entra e non c'entra, ma la Juventus sembra aver perso quella rabbia agonistica che era il suo marchio di fabbrica. E Conte sembra meno felice di un tempo. Che succede?
Ricordate il famoso tira-molla della scorsa tarda primavera? Conte aveva offerte dall'estero, chiese alla Juve delle certezze per un piano di rafforzamento in grado di consentire alla squadra bianconera di competere anche in Champions. Dopo un paio di incontri, ci fu il famoso "vogliamoci bene" con Andrea Agnelli e Marotta. Avanti insieme. Del piano di lavoro stilato in quella occasione sono rimaste soltanto le briciole.
Conte voleva un attaccante vero da scegliere tra Jovetic e Higuain. Ha chiesto due esterni per dare nuovo impulso alle fasce della Juve e i nomi sono quelli di Kolarov per la destra, Zuniga per la sinistra. Aveva messo Pirlo nella lista dei partenti, tradotto: se fosse arrivata dal Real una offerta importante non avrebbe detto no. Di tutti questi non è arrivato nessuno, soltanto Ogbonna dal Torino. In più sono stati ceduti due giocatori come Giaccherini e Matri che Conte avrebbe trattenuto volentieri. Invece di Matri avrebbe fatto più volentieri a meno di Quagliarella.
La Juve che Conte aveva in testa doveva ritrovare forza e velocità sugli esterni, soprattutto la capacità negli inserimenti senza palla. Pogba nel suo disegno tattico doveva trasformarsi nel giocatore davanti alla difesa capace di recuperare palla, ma anche lanciare e inserirsi velocemente con Vidal e Marchisio ai lati.
Ma nei piani c'era anche il 4-2-3-1 con una fantastica coppia Pogba-Vidal davanti alla difesa.
Tutte idee rimaste nel cassetto, Conte si è ritrovato in mano la stessa squadra (più o meno) dell'anno scorso con un anno in più sulle spalle. Llorente non lo fa impazzire e si vede. E' stato preso a parametro zero e va bene, ma se fosse stato da acquistare avrebbe detto no. Tevez non può diventare il punto di riferimento della Juve per molte ragioni. Età, rendimento incostante, poco fisico e pochi gol: non è un top player. Ogbonna è acerbo, ha bisogno di lavorare.
Gli hanno detto che non c'erano soldi, che la cassaforte di famiglia è in mano agli Elkann che non vogliono più investire nel calcio.
Guarda caso John Elkann non era neppure al matrimonio di Conte l'estate scorsa. C'era Moggi, ma non Elkann. I due non si amano, non c'è mai stato feeling, caratteri troppo diversi.
Conte ha un ottimo rapporto con Andrea Agnelli, ma la proprietà è un'altra. Gli hanno spiegato che è stato fatto tutto il possibile, ma Conte non ha mai digerito che squadre come il Napoli, la Fiorentina o l'Inter possano fare mercato e la Juve no.
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Ha ragione.
In sostanza ritiene la Juventus più debole dell'anno scorso perché tutti i giocatori hanno un anno di più e un po' di voglia di lottare in meno dopo due scudetti. Soprattutto si sente tradito perché Elkann non ha finanziato i piani di Andrea Agnelli.
Qualcosa in pubblico ha detto, il malumore è emerso in diverse conferenze stampa. La Juve ha messo in campo tutti i pompieri, ha parlato perfino Nedved per dire che Conte è felicissimo, ha giurato eterno amore alla Juventus. Non è vero.
In privato Conte si è spesso sfogato spiegando che alla fine si sarebbe accontentato anche di Ibarbo. "Non mi hanno preso neanche Ibarbo, non ho chiesto Pelè", ha ripetuto più volte.
Detto questo, come è nel suo costume, Conte si è rimesso a lavorare a testa bassa per tirare fuori dal gruppo tutto il possibile, ma ha ben chiaro in testa il suo futuro: non accetterà più promesse. O ci sono i soldi per fare una grande Juve o lui se ne andrà.
Ultima società a farsi avanti è stata l'Arsenal che vorrebbe mettere Conte al posto di Wenger. Ma Conte aspetta e si metterà sul mercato.
Questo la Juventus l'ha capito e un emissario bianconero ha immediatamente sondato le possibilità di riportare Prandelli all'ovile. A Prandelli la Juve aveva già pensato tre anni fa, quando c'era da sostituire Ranieri, ma allora il Ct era legato alla Fiorentina. Ora la storia si può riprendere anche se attorno al Ct c'è da tempo il Milan su consiglio di Arrigo Sacchi.
Insomma le nubi attorno alla Juventus non sono poche, Conte ha il suo carattere forte, ma è anche un allenatore in carriera che vuole sempre dare e avere il massimo. Sa benissimo, ma lo sanno tutti, che questa Juve oggi non è in grado di competere con Real, Barca, Manchester , Bayern e tante altre, mentre lui vorrebbe competere.
Una storia che durerà tutto l'anno e sarà placata solo dai risultati positivi che comunque Conte spera di ottenere.
Prandelli dunque bloccato dalla Juve e corteggiato dal Milan. E in nazionale chi andrà?
Anche qui niente di ufficiale, ma il famoso uccellino ci ha detto che è fatta per Alberto Zaccheroni. Zac doveva diventare Ct già nel 2006, c'era stata una parola, poi all'ultimo gli fu preferito Donadoni per sostituire Lippi. Zaccheroni ha un ottimo curriculum , esperienza, carattere e voglia di far giocare bene. Ha allenato Juve, Inter, Milan, Lazio, grandi squadre e di recente ha fatto la fortuna della nazionale giapponese che come Ct ha portato ai mondiali.
Nel frattempo, si è quasi chiusa la vicenda Inter. Moratti ha detto sì a Thohir solo quando le banche gli hanno fatto sapere che non avrebbero aspettato oltre, c'era un debito di circa 400 milioni (esposizione di famiglia) da ripianare e quindi la scelta dolorosa è stata fatta. Le firme entro l'autunno.
Thohir prenderà il 70 per cento della società. Nel consiglio di amministrazione, come avevamo anticipato, con la carica di vice presidente resterà Moratti figlio in qualità di garante dei tifosi e dei programmi che devono riportare l'Inter in alto in Italia e in Europa.
È la fine di un'era.