Eranio: "Baresi mi convinse a scegliere il Milan. Mi volevano Inter e Lazio"
Chiara Biondini
L'ex giocatore del Milan, Stefano Eranio ai margini della lunga intervista rilasciata ai microfoni di TMWmagazine.com ha raccontato il suo periodo rossonero.
Nel 1992 arriva il Milan. Come la presero a Genova? "Mi hanno insultato parecchio tempo prima. Io tra l'altro sarei rimasto a vita al Genoa e Spinelli mi chiese: Stefano, ti faccio un contratto a vita. Invece era una bufala. Io, nonostante fossi nazionale e l'uomo più importante in quel momento prendevo meno di altri e siccome avevo il Milan dietro, oltre la Lazio e l'Inter feci una scelta. Mi voleva Osvaldo Bagnoli all'Inter ma sapeva che ormai si erano mossi troppo tardi. E poi c'era già Baresi che in Nazionale mi diceva: Stefano, mi raccomando, vieni da noi!".

È il Milan degli Invincibili di Fabio Capello. "Ricordo in ritiro che Silvio Berlusconi mi disse: Stefano, tu sei qua perché sarai il nuovo Tassotti. Ma visto che Tassotti continuava nel frattempo a giocare ad alti livelli mi trovarono un'altra collocazione, ossia esterno destro di centrocampo. Il limite consentito per gli stranieri in campo era di 3 e per noi italiani c'era più spazio. Le prime 12 partite le feci da titolare, poi ricordo una partita a Napoli dove vincemmo 5-1 con gol mio e quattro di van Basten, che subito dopo decise di operarsi. E siccome all'epoca si giocava con 3 stranieri in campo e senza di lui si liberava un posto Capello senza dirmi niente dalla gara successiva mise Gullit al posto mio. Il calcio è strano, sei legato a delle situazioni che non dipendono da te. Ero il giocatore più in forma del momento e mi ritrovai a fare la staffetta".
L'ombra degli infortuni ritorna e arriva nel momento peggiore possibile. "Il mio rammarico è non aver fatto parte della fase finale dei Mondiali del 1994, visto che ero in pianta stabile in Nazionale. Mi si staccò il tendine d'Achille cinque giorni prima della finale di Champions League contro il Barcellona, per cui in un colpo solo persi due eventi importantissimi. Al mio posto ai Mondiali andò Nicola Berti. Riguardo la Champions ricordo che dovevo essere titolare in finale, Capello una settimana prima mi disse: Stefano, studia. Il Milan vinse alla grande, 4-0. E mi portarono la coppa a casa".




