Appetiti: "Il calcio? Non tornerò a breve. Sì allo Ius Soli"

Ai microfoni di Tuttomercatoweb Fabio Appetiti, ex direttore sportivo Cisco Roma, nell'ultimo anno coordinatore dell'area sport del Partito Democratico, ci parla dell'evoluzione della Lega Pro, oltre che delle sue prospettive a livello sportivo e non.
Fabio Appetiti, cosa prospetta il futuro calcistico?
"Per quello che mi riguarda, chiusa l'esperienza all'Atletico Roma, sono rimasto alla finestra. Mi sono dedicato alla politica sportiva, nell'area sport del Partito Democratico e mi sono appassionato ad altri temi, accantonando al momento l'attività di direttore sportivo. Non penso a breve di riprenderla".
Segui ancora la Lega Pro? Cosa ne pensi della riforma che eliminerà di fatto la Seconda Divisione?
"I problemi della Lega Pro sono noti da tanti anni. È una situazione spaventosa e tutti i fallimenti di queste società sono inaccettabili, perché parliamo di tante persone senza stipendio e non avendo le entrate che possono avere le star di Serie A questo è un grave problema. Il punto è che ciò è stato tollerato per troppi anni e la riforma si sarebbe dovuta fare prima, perché tante cose già si sapevano. Apprezzo il lavoro del dg della Lega Pro Ghirelli che sta facendo un grande lavoro per restituire a questo torneo la dignità che merita. Così come Damiano Tommasi, alla presidenza dell'AIC. Bisogna tornare alle regole e alla legalità come anni fa, inutile tenere oltre 90 squadre se poi i presidenti non sono in grado di mantenerle, nessuno li obbliga a farlo".
Come mai il passaggio in politica?
"Io ho sempre avuto un occhio di riguardo sia per la politica che per il calcio, e ho avuto modo di unire queste due passioni. Ora, avendo un ministro come Josefa Idem, una sportiva che si occupa di questi temi, anche il mio impegno è gratificato".
il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge propone Mario Balotelli come testimonial per lo Ius Soli
"Un tema che riguarda molti ragazzi, che riguarda il diritto di cittadinanza per tutte le persone che nascono in Italia da genitori stranieri e che ha grossa rilevanza anche nel mondo dello sport, perché questi giovani non possono partecipare con la selezione italiana se non tramite procedure complesse. Fare questi ragazzi italiani sarebbe democratico e un'opportunità per loro. Ora, col ministro Kyenge il tema ha avuto un'accelerazione, vediamo se il governo lo farà. Ciò era nel progetto del Partito Democratico e questa cosa va avanti. Ma per approvare un provvedimento del genere c'è bisogno della maggioranza del Parlamento".