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ESCLUSIVA TMW - Battistini: "L'Inter con la Samp deve fare una super partita"

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Elena Rossin
domenica 17 marzo 2013, 10:012013
autore Elena Rossin
17.03.2013 10:012013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Abbiamo intervistato in esclusiva Sergio Battistini, ex calciatore che giocò nell'Inter dal 1990 al '94, attualmente allena gli Allievi Nazionali 1996 dello Spezia. Con lui abbiamo parlato della sua ex squadra.

Ha sfiorato l'impresa con il Tottenham, ma alla fine l'Inter ha dovuto dire addio all'Europa League e in campionato deve cancellare la sconfitta con il Bologna. Obbligo di vittoria con la Sampdoria?
"L'Inter sta vivendo un momento molto delicato, come anche l'allenatore e tutto l'ambiente. Un segnale positivo c'è stato con l'aver sfiorato il riuscire a ribaltare il risultato dell'andata con il Tottenham, ma il tre a zero subito in Inghilterra alla fine ha pesato. Comunque con la Sampdoria sarà una partita molto difficile, i blucerchiati stanno facendo bene da quando è arrivato Delio Rossi che ha dato alla squadra un gioco e una quadratura. L'Inter deve tirare fuori l'anima perché le prossime partite, a iniziare da quella con la Samp, segneranno il destino di molti".

Tra le squadre che stanno lottando per un posto in Europa l'Inter è messa meglio o peggio?
"In questo momento Juve, Napoli, Milan e Fiorentina sono le squadre più accreditate per ottenere i tre posti utili per la Champions e per l'Inter sarà molto difficile arrivare al terzo posto. Mentre per l'Europa League possibilità ne ha".

Come si spiegano i risultati altalenanti dei nerazzurri al di là degli infortuni di giocatori chiave?
"L'ambiente dell'Inter è un po' particolare, hanno fatto una serie di sette vittorie dalla quinta all'undicesima giornata e poi si sono bloccati. Probabilmente a gennaio è stata fatta una campagna acquisti non adeguata per quelle che erano le necessità, poi anche l'infortunio a Milito, Rocchi arrivato dalla Lazio praticamente non gioca mai. Diciamo che hanno effettuato delle scelte un po' discutibili".

Quindi la rosa era inadeguata a correre su più fronti?
"Sì, poi quando in passato si è vinto molto si rimane legati a giocatori che hanno fatto grandi cose, ma che nel presente e ancor più in futuro non possono garantire lo stesso rendimento, forse ci sono dei calciatori che quello che avevano lo hanno dato e bisognerebbe puntare di più sui giovani".

Però Zanetti, Cambiasso, lo stesso Milito e altri della vecchia guardia in più di un'occasione quest'anno si sono rivelati fondamentali e senza loro il numero delle sconfitte sarebbe stato superiore.
"E' vero, soprattutto Zanetti è un giocatore da ammirare perché tutte le volte che gioca fa la sua partita da sei e mezzo-sette. Forse è qualche altro giocatore che comincia a fare fatica. Per la prossima stagione dovranno essere fatte valutazioni approfondite sulla rosa".

Cambiando argomento e parlando di lei, come sta andando la sua esperienza alla guida degli Allievi Nazionali 1996 dello Spezia?
"E' una bella esperienza, stiamo disputando un campionato molto difficile perché l'anno scorso la prima squadra era in Lega Pro e anche le giovanili disputavano un campionato differente, mentre quest'anno ci confrontiamo con i settori giovanili delle squadre di serie A e B che sono i migliori. Per noi è un banco di prova importante, i ragazzi stanno crescendo e facendo bene e molti vanno a giocare con la Primavera. Lo scopo principale a livello giovanile è quello di portare più ragazzi possibile alla Primavera del prossimo anno, quindi sotto questo aspetto stiamo lavorando bene. Se si lavora bene nel settore giovanile si costituisce un serbatoio per le prime squadre e le nazionali, bisogna impegnarsi sempre di più per non rimanere indietro rispetto a Spagna, Germania e Inghilterra, nazioni che ultimamente ci stanno un po' surclassando. Per questo bisogna tornare a curare quello che è l'aspetto principale del calciatore: le basi, la tecnica individuale e quella applicata. Si deve arrivare ai risultati attraverso la crescita del ragazzo, quello che avveniva quando ho iniziato a giocare io. Adesso si esaspera il discorso tattico e il cercare di arrivare per forza al risultato, però alla fine quello che conta davvero è il miglioramento del ragazzo come uomo e come calciatore".

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