Bernardi: "Mercato Juve? Colmato un vuoto"
esclusivaElena Rossin
Abbiamo intervistato in esclusiva Bruno Bernardi, storico inviato del quotidiano La Stampa e profondo conoscitore della Juventus. Con lui abbiamo esaminato il mercato e il momento dei bianconeri.
Positivo o negativo il mercato della Juventus?
"Il mercato è positivo nella misura in cui con Anelka è stato colmato un vuoto che si era creato con l'infortunio di Bendtner, che a tempi lunghi ha tolto alla Juventus una pedina. Malgrado il danese non avesse entusiasmato era comunque un giocatore che per alcuni versi avrebbe potuto servire per certe sue caratteristiche, la fisicità e il colpo di testa, e venendo meno a causa dell'infortunio doveva essere sostituito. Adesso c'è Anelka che ha esperienza importante per quel che riguarda la Champions che ha vinto ed è un giocatore che ha ancora dei numeri e una certa vivacità, oltre che qualità che non gli mancano di sicuro. Anelka è un giocatore che aggiunge qualche cosa all'organico in attesa di valutare a fine stagione cosa fare o non fare in rapporto anche all'arrivo di Llorente che ha le caratteristiche fisiche di Bendtner, statura, colpo di testa e potenza, e che, secondo me, ha qualità tecnica superiore a quella del danese, quindi potrà rivelarsi un acquisto che in senso lato e specifico avrà il suo peso".
Domani all'ora di pranzo la Juventus affronterà il Chievo forse non sono tanto i veneti a mettere apprensione quanto il Napoli a tre punti, la Lazio che non molla, oltre al Milan che con l'arrivo di Balotelli e Salamon potrebbe fare un salto di qualità, senza dimenticare l'Inter.
"La Juventus ha sempre tre punti di vantaggio dalla seconda e in progressione anche più dalle altre. E' chiaro che è un momento particolare, gennaio è stato un brutto mese dove la Juventus è uscita dalle vacanze e da un rilassamento anche mentale dovuto ai tanti elogi, in molti dicevano che aveva già ammazzato il campionato, affermazione che non mi ero mai permesso di dire, anche se sostenevo e sostengo che solo la Juventus potrebbe perdere lo scudetto. Bisogna vedere la situazione nel suo complesso senza tralasciare nulla perché i bianconeri sono in un momento anche di sfortuna e c'è una sorta di compensazione della buona fortuna che l'aveva finora accompagnata, insieme alle qualità e all'impegno di un gruppo che l'anno scorso aveva voluto fortissimamente vincere lo scudetto. L'eliminazione dalla Coppa Italia è avvenuta anche per le troppe occasioni da rete che nel finale della partita sono state sprecate da Giovinco e Marchisio, due giocatori dotati di tecnica l'uno raffinata e l'altro più classica, che hanno mancato il match ball. Questo per citare episodi di quelli non sfortunati, ma legati a un momento di non brillantissima condizione che accompagna Marchisio reduce da un infortunio e di una fase di Giovinco che dovendo fare probabilmente tanto movimento manca di chiarezza di vedute sottoporta. Gli avversari hanno avuto grande spinta da questo rallentamento della Juventus traendone boccate di ossigeno e di morale, però la Juve è ancora lì e vedremo se ci sarà un mezzogiorno indigesto a Verona, dove il Chievo è sempre stato ostico anche se non sempre i risultati sono stati dalla sua. La Juventus sa di dovere affrontare un osso duro ed è pronta a masticarlo sperando di trovare attaccata anche della polpa".
Certo nervosismo e toni sopra le righe che un tempo non sarebbero stati utilizzati in casa Juventus sono la spia di aver portato a casa meno punti del dovuto a gennaio, mese senza l'impegno della Champions, oppure sono figli di questi tempi dove si tende a fare la voce grossa?
"Momenti di questo tipo alla Juventus li ho vissuti in presa diretta sia negli anni trapattoniani quando le vittorie giungevano in serie sia in altri periodi meno brillanti. Di fronte a certi episodi e a certe situazioni ci si può anche irritare, l'aplomb non è facile conservarlo sempre e comunque. In questi anni ho visto reazioni scomposte come il gesto delle manette di Mourinho o anche un faccia a faccia con muso duro di Allegri con l'arbitro a San Siro, e pure il mister dei rossoneri aveva i suoi motivi per irritarsi, e non vogliamo ricordare il gol di Muntari che il Milan ha subito e le reazioni che ne sono scaturite o facciamo finta che lo stile Milan non esiste e che esiste solo lo stile Juventus che costringe i bianconeri a contare fino a duecento prima di adirarsi? Tre episodi come quelli che si sono visti e rivisti in televisione possono anche spiegare un certo tipo di comportamento da parte di Conte, che aveva già anche subito con scommessopoli certi momenti duri da digerire. Non dico questo per fare l'avvocato d'ufficio di Conte che non ne ha bisogno, ma con l'esperienza accumulata negli anni e che mi consente di guardare le cose con un'ottica di chi ne ha viste di tutti i colori nel mondo del calcio".




