ESCLUSIVA TMW - Bini: "L'Inter deve assolutamente vincere con il Catania"
Elena Rossin
Abbiamo intervistato in esclusiva Graziano Bini, ex giocatore che militò nell'Inter dal 1971 al 1985, attualmente è l'allenatore dei Free Players, la formazione che accoglie i calciatori svincolati permettendo loro di allenarsi e di farsi trovare pronti in caso di firma di un nuovo contratto. Con lui abbiamo parlato della sua ex squadra.
L'Inter oggi affronta il Catania che ha due punti in meno e che è diventata una diretta concorrente per un posto nelle competizioni europee. Per i nerazzurri diventa una partita con l'obbligo di vittoria?
"Ormai tutte le partite sono difficili perché sono in tante le squadre che si contendono i posti per giocare le competizioni europee e pareggiare rischia di essere un risultato non sufficiente, soprattutto se i nerazzurri puntano al terzo posto alla luce della vittoria di ieri sera del Milan sulla Lazio. Mi sembra che nell'ambiente interista ci sia qualche cosa che non va, basta pensare alla questione Carew che è stato visionato ed è risultato non idoneo alle immediate esigenze di Stramaccioni che aveva bisogno di un calciatore utilizzabile dopo qualche allenamento. Per essere sincero non riesco a capire quale sia la strategia dell'Inter: è stato preso Rocchi che, con tutto il rispetto, è stato un buon calciatore e poi non gioca mai, è stato dato all'Atalanta Livaja, un ragazzo di vent'anni, ricevendo sì Schelotto però in seguito è stato provato Carew, quindi vuol dire che serviva ancora un altro attaccante. Voglio essere chiaro, io non sono nell'ambiente nerazzurro e quindi non so quali siano le strategie della società, ma da fuori dico mah! e onestamente mi nasce qualche perplessità".
Tecnicamente l'Inter come può affrontare il Catania?
"L'Inter deve vincere assolutamente questa partita, secondo me non ha altri risultati possibili se vuole arrivare al terzo posto. Più che un discorso tecnico dell'Inter mi preoccupa la tenuta atletica perché per ciò che si è visto sia con il Cluj sia con il Milan la squadra nel suo insieme non corre abbastanza e quindi con il Catania se non lo farà potrà essere anche superiore come qualità dei singoli giocatori, però finirà per fare fatica".
Quindi il problema dell'Inter è di tipo atletico e questo preoccupa nella lotta per il terzo posto?
"Sì, non bisogna farsi ingannare dall'ultima mezz'ora della partita con il Milan che aveva avuto il mercoledì la gara molto impegnativa con il Barcellona ed è inevitabile che l'abbia un po' pagata a livello emotivo e di stress nervoso, e se anche l'Inter aveva giocato in coppa un giorno dopo i rossoneri la partita con i rumeni non ha comportato lo stesso dispendio di energie mentali. Perciò dico che sono un po' preoccupato per la tenuta atletica e di conseguenza per il terzo posto, perché se una squadra non corre a marzo e ad aprile dove si va? Questo è il periodo in cui si deve essere al massimo della condizione, il calo lo si ha dopo la sosta natalizia perché si fa un richiamo della preparazione estiva e si è un po' appesantiti, ma oramai dalla sosta si sono giocate otto giornate di campionato quindi la squadra, secondo me, dovrebbe stare bene".
Oltretutto dopo la gara con il Catania l'Inter giocherà con il Bologna e poi con la Sampdoria, quindi il calendario offre partite alla portata prima della sfida con la Juventus.
"Sulla carta l'Inter in queste tre partite dovrebbe conquistare almeno sette punti se non nove, però non si sa mai che cosa può succedere".
Passando a lei, per questa stagione la Free Player ha concluso gli allenamenti, che bilancio si può fare e quali sono le prospettive per il futuro?
"Gli allenamento sono terminati da poco perché dalla data del primo marzo gli svincolati non possono più essere tesserati per la stagione in corso. Il bilancio di questo primo anno della Free Players è molto positivo, si sono allenati con noi una quarantina di calciatori e ventitré hanno trovato un ingaggio, per me un ottimo risultato visto poi che la nostra iniziativa non è stata neppure tanto pubblicizzata, ma è partita e poi andata avanti soprattutto con il passa parola".
Quindi il progetto della Free Player proseguirà?
"Penso proprio di sì, siamo tutti molto contenti del lavoro svolto e personalmente sono soddisfatto di aver potuto dare una mano a questi ragazzi che erano svincolati. La prossima stagione spero che ci sarà anche maggiore affluenza visti i risultati che abbiamo ottenuto e la riforma della Lega Pro che vedrà una netta riduzione delle squadre professionistiche e quindi molti calciatori che oggi vi militano saranno costretti a giocare con i dilettanti. Il progetto è molto valido e come tutte le cose nuove può essere migliorato, ma la cosa che, per me, è molto positiva è che chi si è allenato con noi e poi ha trovato una squadra è rimasto in contatto e questo vuol dire che si è instaurato un certo tipo di rapporto sinonimo del buon lavoro svolto da tutti".




