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esclusiva

Del Brocco: "Torno in Italia per rimettermi in gioco"

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Stefano Sica
sabato 21 settembre 2013, 12:032013
autore Stefano Sica
21.09.2013 12:032013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Ceccano-Napoli andata e ritorno. Tutti i giorni. Con pazienza e attitudine al sacrificio. Perché, dopo aver sperimentato un'avventura in Australia, Andrea Del Brocco ha ceduto al richiamo di riscattarsi in Italia, dove è in attesa di un club che decida di dargli fiducia. Il difensore laziale, classe '90, ha creduto nel progetto Team Napoli Soccer, il gruppo di lavoro dei calciatori svincolati che prosegue i suoi allenamenti a Pianura. E da due settimane è ormai aggregato al team di Enzo Potenza. "Nel calcio a volte è anche la fortuna a decidere i destini di un calciatore - esordisce -. Magari bisogna trovarsi al posto giusto nel momento giusto. O lavorare con un allenatore che creda veramente in te. Io, però, mi sono sempre comportato da professionista. L'ho fatto all'Entella quando ero fuori rosa e ad Alessandria quando venivo impiegato poco. La serietà prima di tutto".

Come è stata l'esperienza in Australia?
"Bella. Ho militato dallo scorso novembre col Blacktown City FC (squadra di Sydney che gioca nella NSW Premier League, la categoria inferiore alla A-League, ndr). Ero un po' deluso dal calcio italiano e da un sistema che non mi metteva nelle condizioni di farmi valere. Da qui la scelta di cambiare radicalmente il mio percorso, nonostante avessi qualche proposta dalla D che però non mi allettava. E poi il calcio australiano mi affascinava. Dovevo provare e, perché no, rischiare. Andai in un primo momento in prova ma l'allenatore mi fece firmare dopo due giorni. Una bella soddisfazione. Ne è uscita una esperienza formativa anche da un punto di vista umano. In Australia c'è un concetto del calcio totalmente differente dal nostro. C'è la cultura del divertimento e le pressioni sono molto basse. Poi è chiaro che la qualità è inferiore rispetto al nostro standard. Ma esiste la meritocrazia e non ci sono quei giri strani che qui la fanno da padroni grazie anche a determinati personaggi. In Australia nessuno ti regala niente".

E da un punto di vista ambientale come è andata?
"Non è stato facile inizialmente. C'ho messo un paio di mesi per ambientarmi. E a quel punto sono cresciute anche le mie prestazioni. La società mi ha messo vicino un traduttore e ho migliorato il mio inglese. Ma quanto ti abitui, poi ti piace stare in Australia. E alla fine ho messo insieme 20 partite su 22. Ho saltato quelle perché squalificato. Per il presidente ero un figlio".

Però ora hai deciso di tornare in patria. Perché?
"La voglia di rimettermi in gioco. Il rinnovo del contratto mi è stato proposto, il campionato inizia a novembre. Nel frattempo aspetto una buona offerta qui, che sia tra i professionisti o in D fa nulla. Voglio riscattarmi in Italia e dimostrare il mio valore. Poi si vedrà".

Il tuo ruolo?
"Sono un terzino destro adattabile come centrale. A Casale sono stato anche quinto di destra e ho fatto qualche volta anche l'ala. In Australia, per esempio, sono stato impiegato in tutti i ruoli della difesa: terzino destro e sinistro oltre che centrale".

Proprio col Casale in D ti sei tolto le tue prime soddisfazioni.
"Sì, perché ho esordito in prima squadra grazie a Stefano Melchiori. Precedentemente ero stato solo aggregato ai grandi dell'Ivrea visto che stavo nella Berretti. Ho totalizzato 32 presenze perdendo lo spareggio play-off con lo Spezia. Mi proposero il rinnovo ma decisi di andare all'Entella, sempre in D. Feci 31 apparizioni e curiosamente persi un'altra sfida play-off proprio contro il Casale. Quindi ci fu il ripescaggio e in Seconda Divisione chiusi con 22 presenze. L'estate precedente avevo firmato un triennale ma mi ritrovati fuori rosa all'inizio del campionato successivo. Quindi a gennaio andai ad Alessandria a titolo definitivo".

Ma non trovasti una situazione favorevole.
"Eravamo tanti giocatori, sui 35. Feci solo due gare. Non mi fu data alcuna possibilità di mettermi in mostra. Da quel momento decisi di cambiare strada. Quindi l'Australia".

Va ricordato che hai fatto tutta la trafila nella Lazio.
"Ho giocato in tutte le formazioni giovanili fino agli Allievi Nazionali. A quei tempi c'era anche Davide Faraoni, che ora è al Watford".

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