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Lodetti: "Al Milan vedrei bene Pizarro e Lampard"

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Elena Rossin
domenica 6 gennaio 2013, 09:482013
autore Elena Rossin
06.01.2013 09:482013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Antonio Vitiello/TuttoMercatoWeb.com

Abbiamo intervistato in esclusiva Giovanni Paolo Lodetti, ex calciatore cresciuto nelle giovanili del Milan dove poi ha militato dal 1961 al '70, attualmente è opinionista della trasmissione Diretta Stadio in onda sull'emittente 7 Gold. Con lui abbiamo parlato della sua ex squadra.

Pato è tornato in Brasile, Robinho potrebbe restare a detta di Allegri, Drogba piace, ma costa caro. Il Milan cosa farà per rinforzare la squadra?
"Di carne al fuoco ce n'è, però bisogna distinguere perché se si vuole un giocatore dal rendimento sicuro, senza problemi e di qualità il nome giusto è quello di Drogba, ma, appunto, costa caro e ha quasi trentacinque anni. Un altro nome che si è fatto ultimamente è quello di Balotelli, ma se non lo ha raddrizzato Mancini non sarà sicuramente il Milan a riuscirci anche se in molti dicono che potrebbe cambiare, ma io credo proprio di no perché è uno di quei giocatori che fa grandi cose, però è più distruttivo che costruttivo. Mi spiace che sia andato via Pato perché è un giovane che purtroppo si è perso, infatti negli ultimi due anni si è visto pochissimo. E per quel che riguarda Robinho se è già da questa estate che se ne vuole andare .... una volta, quando giocavo io, i calciatori che arrivavano a giocare nel Milan, nella Juventus e nell'Inter non volevano più andarsene via, oggi dopo due o tre anni hanno la saudade e vogliono andare via, ma quando Robinho ha firmato il contratto con il Milan non aveva la saudade? Comunque una cosa è certa: il Milan ha bisogno di rinforzi perché ha mostrato lacune grandissime con la Roma in difesa, reparto che è poco raccomandabile nei sincronismi e si lascia andare a troppe distrazioni, infatti sono già dodici i gol subiti su calci da fermo. Ma serve anche un giocatore a centrocampo. Per dirla tutta ci vuole un rinforzo per ogni reparto".

Se i diciassette punti di distacco dalla Juventus danno quasi la certezza che la lotta allo scudetto è rimandata alla prossima stagione, il Milan però deve mantenere almeno la faccia in Champions, quindi agire sul mercato è un obbligo?
"Sono un po' perplesso sul rendimento della squadra perché è vero che ultimamente qualche partita la si è vinta, però in casa ne abbiamo perse tre con squadre, a parte la Fiorentina, che potevano essere sconfitte. Il Milan ha battuto la Juventus, ma giocando da provinciale, mentre le altre gare dove dovevamo giocare da Milan le abbiamo perse tutte: con la Roma; la Lazio; la Fiorentina; l'Inter, anche se in quell'occasione non meritavamo la sconfitta; l'Udinese. Tutte queste sono situazioni che devono far riflettere perché se anche si vincesse con le squadre piccole però poi se non si battono le grandi difficilmente queste ultime perderanno durante l'arco del campionato e allora diventa estremamente complicato per noi raggiungere un determinato traguardo".

Berlusconi ha detto che ci vorranno tre anni per tornare ad alti livelli. Facile da ipotizzare anche per chi non è presidente di una squadra di calcio quando mezza formazione è da rifare, si hanno difficoltà a vincere anche con le squadre meno forti e in più il Milan ultimamente ha ceduto più che comprato giocatori di livello.
"Certo, anche perché se si prendono giovani non è che costino poco. Se occorre fare degli investimenti su un programma bisogna prendere giovani di qualità e che hanno già un gioco che può essere compatibile con il Milan perché non si ha il tempo di farli maturare in quanto abbiamo bisogno di giocatori già formati anche se giovani e che hanno già un certo spessore. Ragazzi come El Shaarawy e De Sciglio stanno dando un bel contributo e c'è Niang che ha giocato qualche minuto e anche bene. Una squadra bisogna costruirla anche con il settore giovanile, ma il Milan, come la maggior parte delle società italiane, ha abbandonato il settore giovanile da quindici anni e per ricostruirlo ce ne vorranno altri dieci. Non è facile ricostruire una squadra importante come il Milan anche puntando sui giovani".

Prima diceva che al Milan servirebbe un giocatore per reparto, ma a prescindere dai nomi che circolano quali sarebbero gli uomini adatti alla squadra rossonera?
"Fare dei nomi è sempre estremamente difficile, ma, per me, Pizarro della Fiorentina è il giocatore ideale in quanto è un centrocampista che costruisce il gioco e potrebbe essere quello che è stato per tanti anni Pirlo. Lampard è in scadenza di contratto a giugno con il Chelsea ed è un altro giocatore che farebbe al caso del Milan. Prima di tutto ci vuole un centromediano perché nella gara con la Roma ci siamo consegnati ai giallorossi poiché i due centrali avanzando di quaranta metri e scoprivano completamente la difesa. Non è facile, ho fatto come esempio due nomi, ma ce ne possono essere molti altri di giocatori adatti al Milan, però non so se in questo momento la società può spendere per comprarli, sono stati ceduti giocatori che avevano un ingaggio molto alto e quelli che potrebbero arrivare non verrebbero per giocare gratis".

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