Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
esclusiva

Marini: "Rizzoli in India orgoglio italiano ma il nostro calcio..."

esclusiva
autore
Antonio Vitiello
martedì 12 febbraio 2013, 17:302013
autore Antonio Vitiello
12.02.2013 17:302013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Gianluca Marini agente di calciatori e organizzatore di molteplici eventi in India come la partecipazione del Botafogo all'Ifa Shield 2013 o come l'intervento di allenatori del Milan e del Manchester City al Football Link Festival di New Dehli, figura anche dietro la designazione di Nicola Rizzoli per il big match della AIFF, primo direttore di gara europeo a fischiare in un match del campionato indiano. Il responsabile estero di AlaSport ha commentato la notizia ai microfoni di Tmw.

Come è nata l'idea di far arbitrare Rizzoli in India?
"Lavoriamo in India da un anno e il signor Ganguli, segretario della federazione di Calcutta che da sola può contare su 60 milioni di persone, mi ha chiesto di trovare un arbitro di livello per il big match che si terrà in città. Calcutta possiede 7 squadre delle 12 totali che fanno parte del campionato. La gara di Premier Division tra East Bengal e Mohun Bagan è una delle più segute in India, la possiamo paragonare ad un Real Madrid-Barcellona per la sua importanza. Ha una visibilità enorme e per questo la Federazione mi ha chiesto di trovare un arbitro di livello perché uno dei problemi dell'India è la scarsa qualità dell'arbitraggio. Non c'è preparazione anche perché guadagnano veramente poco. Quindi ho scritto all'Aia e hanno deciso di mandarmi Nicola Rizzoli, una decisione che dà lustro a tutta la categoria degli arbitri italiani visto che sarà il primo direttore di gara europeo a dirigere una partita in India. Bisogna anche dire che il livello calcistico indiano non è eccezionale. Le squadre possono avere tre stanieri in formazione e uno con passaporto asiatico. Gli stipendi medi sono molto bassi e solo i top player raggiungono 7/8 mila dollari l'anno. Non parliamo delle ricchezze di Dubai e del Qatar, qui c'è povertà e non c'è molto seguito mentre stranamente le strutture sono all'avanguardia".

Ma il calcio in India è in espansione?
"Sta prendendo i giovani mentre la vecchia generazione è legata troppo al cricket. I giovani guardando la tv stanno conoscendo il calcio europeo. Nonostante sia in crescita il calcio indiano è solo al 140esimo posto del ranking Fifa mentre il cricket al 3 posto al mondo. C'è un divario abissale tra i due sport anche a livello economico. Però le cose stanno cambiando. Ad esempio l'anno scorso abbiamo organizzato un incontro con gli allenatori di Milan e City e questo evento ha portato 5 mila ragazzini dalle scuole giovanili di New Dehli a parteciparvi. Sono stati molto felici di fare esercizi e passare una giornata con allenatori di squadre blasonate in Europa. Il segreto di tutto questo comunque è nella politica. In India ci sono tanti sgravi fiscali per le grandi aziende che si impegnano nel sociale, quindi queste iniziative stanno spopolando. Poi la loro è un'economia in forte espansione e in futuro le cose andranno ancora meglio. Se il calcio prende veramente piede in India potremmo trovarci di fronte ad una realtà che nel giro di pochi anni diverrà una delle più importanti al mondo".

Come viene visto il calcio italiano in India?
"Non abbiamo più appeal purtroppo. In tutto il mondo siamo dietro, una volta non era così ma ormai siamo nettamente dietro la Premier League che la trovi ovunque. Il calcio inglese è un prodotto molto vendibile a differenza della serie A. I calciatori bravi noi li vendiamo mentre loro li comprano. Il calcio è un prodotto e se non sai offrirlo bene finisci per essere scavalcato da altri campionati come Premier League, la Liga spagnola e anche il calcio francese. In Italia ci sono troppi scandali, le cose non vanno bene (vedi l'ultima con Cagliari-Milan e il campo di Is Arenas), non c'è appeal perché non ci sono più i campioni. Restano solo Cavani, Balotelli e le vecchie glorie come Totti e Pirlo ma per il resto non c'è più nessuno. In questi paesi preferiscono ospitare in uno dei tanti eventi la decima squadra del campionato inglese piuttosto che la Roma o la Lazio".

© Riproduzione riservata