Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
esclusiva

Pagni: "Grato a Lotito. I club abbassino i costi"

esclusiva
autore
Stefano Sica
giovedì 31 gennaio 2013, 06:302013
autore Stefano Sica
31.01.2013 06:302013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoLegaPro.com

Aveva preannunciato in tempi non sospetti l'approdo in Italia di Gabriel, Velazquez, Romulo e Pratto, giocatori visionati in una delle tante incursioni fatte in Sudamerica. Ora Danilo Pagni, ex ds di Sorrento, Taranto e Gallipoli, lo scorso anno dg della Salernitana, continua la sua attività di scouting per il Chievo, di cui è collaboratore dell'area tecnica, con un occhio sempre attento ai campionati di casa nostra. Un'attività portata avanti in simbiosi col responsabile ed il coordinatore dell'area tecnica, rispettivamente Giovanni Sartori e Lorenzo Balestro (quest'ultimo responsabile delle operazioni all'estero), il direttore sportivo Fausto Vinti ed il responsabile tecnico del settore giovanile, Maurizio Costanzi. Pagni, di queste cose, se ne intende, se è vero, come è vero, che due anni fa ha ricevuto il premio talent scout istituito dal Coni Calabria. Pagni è figlio d'arte: il compianto papà Dante, scomparso nel 2003, ha vestito le maglie di Lazio, Livorno ed Armando Picchi, lavorando a stretto contatto con monumenti del calcio italiano come Romeo Anconetani ed Italo Allodi e guidando con profitto, da allenatore, Akragas, Gela e Lamezia.

Come funziona oggi il prodotto Chievo?
"Mi interfaccio continuamente con Sartori, Balestro, Vinti e Costanzi. Organizzo raduni attraverso gli osservatori regionali ed i segnalatori. La nostra è una rete ben oliata ed amalgamata. Questa attività non si esaurisce alla prima squadra, ma comprende monitoraggio e scouting. I giocatori li andiamo a scovare anche in Lega Pro ed in D. Ho assistito al Torneo Caput Mundi e al Torneo Ielasi, oltre che ai recenti raduni e preselezioni a Coverciano delle varie rappresentative nazionali, da quella Under 15 a quella Dilettanti. Sartori sovrintende alla nostra attività. Ogni mese noi cinque partecipiamo ad un breafing per confrontarci. Personalmente, vedo gare di B, Lega Pro, Primavera e D. Insomma, mi aggiorno a 360 gradi".

Difficile vedere Sartori lontano da Verona?
"Intanto è una persona di parola e geniale. E poi con Campedelli forma un corpo unico".

Più di una volta, comunque, lei sembrava prossimo al rientro in qualche club di Prima Divisione. Si è parlato di Barletta, Perugia e Catanzaro
"Col Perugia non c'è stato nulla di concreto, solo un pour parler mediatico. Chiamate non ne ho mai avute. Col Catanzaro c'è stata una discussione. Mi ha fatto piacere il loro interessamento, conosco bene anche l'ad Marco Pecora. Ma i tempi evidentemente non erano maturi. Con Cozza mi sono anche incontrato, devo dire che parlavamo la stessa lingua. Quando sono andato a vedere una partita a Catanzaro, ho avvertito il calore e la stima dell'ambiente e dei tifosi. Con Tatò, presidente del Barletta, ci sono stati dei colloqui telefonici piacevoli. Abbiamo avuto sempre un rapporto amicale e proficuo. Il nostro resta un ottimo legame".

Il calcio italiano e la crisi economica che l'attanaglia: come se ne esce?
"Abbattendo il costo del lavoro. Occorre un ridimensionamento generale. Bisogna abbassare l'età media dei calciatori, avvicinarsi agli standard europei. Condivido Arrigo Sacchi quando parla di accademie, squadre riserve e progetti tecnici per i vivai. Deve fare calcio chi è solido tutelando, nello stesso tempo, chi vive di questo mestiere. A 21-22 anni, se giochi ancora in Lega Pro o in D, devi renderti conto che puoi fare anche altro nella vita. Il nuovo format della Lega Pro, tuttavia, mi lascia perplesso. Un campionato senza retrocessioni è come la pasta senza sale. La Prima Divisione perderà appeal, la Seconda si svolgerà sulla falsariga del mors tua vita mea. C'è un modello da seguire, ed è quello tedesco".

Anche il livello tecnico si è forse abbassato, con molti giocatori importanti emigrati all'estero
"Vero. Per non parlare del calo degli spettatori. Ricordo che quando ero a Vittoria ed a Gallipoli affrontavamo autentiche corazzate. Come non ricordare i tempi di Vittoria, in C2: arrivammo terzi ma avevamo elementi del calibro di Giovanni Pisano, Salvatore Fresta e Gianpiero Clemente, con Orlandi allenatore. Un'esperienza indimenticabile. Oggi quella squadra vincerebbe tranquillamente in C1. A Gallipoli avevo Carrozza, Castillo, Di Gennaro, Ginestra, Innocenti e lo stesso Clemente. A Taranto ho ammirato Dionigi, Sciaudone, Lima, Paolucci, Caturano e da Silva. A Castrovillari ho avuto come calciatore Massimo Drago, l'attuale allenatore del Crotone, che poi nel 2001 andò a vincere il campionato di C2 col Chieti. Era un gran bel difensore".

Nei mesi scorsi si è polemizzato sulla "bigamia" di Claudio Lotito, patron di Lazio e Salernitana. Lei che ne pensa?
"Se un imprenditore ha i requisiti morali ed economici per investire in un'altra società, non vedo perchè non debba farlo. Io a Lotito sono legato da un rapporto affettivo, così come è stato con tutte le istituzioni salernitane. L'anno scorso abbiamo compiuto un autentico miracolo calcistico e sono contento per Perrone e Susini che stanno ottenendo anche in questa stagione risultati eccellenti. Peccato per quanto successo a Montervino. L'ho portato io a Salerno quando in pochi ci credevano, ed ha fatto vedere ancora una volta il proprio valore. Torno su Lotito: dal Presidente ho imparato tanto, essendo stato a stretto contatto con lui a Formello. Quella parte di critica che lo ha attaccanto la trovo strumentalizzata. Oggi la Lazio, con pochi e mirati investimenti, può primeggiare a livello internazionale. I risultati sono dalla parte di Lotito, anche dal punto di vista economico e di bilancio".

Tra gli attuali dirigenti chi merita una citazione?
"Indubbiamente Pietro Lo Monaco. E' un amico di famiglia. Mio padre predisse per lui un grande futuro, ci ha azzeccato in pieno. Lo disse addirittura quando Lo Monaco era allenatore dell'Enna".

Qualche giovane pronto per il grande salto?
"Saponara e Salamon tra i tanti. Mi aspetto conferme da Zaza e osservo con attenzione Mbakogu della Juve Stabia. A proposito: Braglia è un grande tecnico, penso sia arrivato il momento che alleni in A, sebbene a Castellammare abbia trovato l'ambiente ideale. Di una cosa, comunque, vado fiero...".

Ci spieghi
"Nel 2008, quando ero a Gallipoli, ho favorito il passaggio di Ciro Immobile alla Juventus. A Gallipoli c'erano le finali Berretti, a cui partecipava anche il Sorrento, club del ragazzo. Ciro Ferrara lo voleva portare a Torino e io feci da collante tra lui ed il Sorrento. Tutto andò bene".

In Prima Divisione che scenari vede da oggi a giugno?
"Per il primo posto, nel girone A, vedo un duello Lecce-Trapani. I siciliani hanno più della metà della squadra che si conosce a memoria. La loro forza è il gruppo. Il Lecce deve stare attento. I pugliesi mi sembra che subiscano tanto anche in fase di non possesso palla. Però c'è Toma, un tecnico che conosco molto bene da quando stava a Manduria, in Eccellenza, presidente Luigi Blasi. E' una garanzia, ha qualità importanti. E poi ha lasciato la Berretti con la palma di Campione di inverno. Sono contento per lui, vincerà questa scommessa. Vedo bene anche il Carpi, che mi sembra una squadra quadrata e con un'identità. Il girone B sarà una roulette russa. La Nocerina con un filotto potrebbe prevalere alla lunga. Ma Latina ed Avellino hanno agito sul mercato con metodo ed intelligenza. Prato e Viareggio sono le squadre che hanno sfornato più giovani interessanti. Nel girone A, un lavoro apprezzabile sui giovani lo fa l'Entella. E' un club che sa fare scouting".

In Seconda Divisione?
"Il Venezia è la delusione. Savona e Pro Patria hanno fatto un buon lavoro, programmando sapientemente dal punto di vista economico e tecnico. La Salernitana farà un campionato a sè. Mi piace molto il Pontedera: è un team nel quale continuiamo a visionare giovani interessanti. Ma devo dire che è un po' tutto il girone B che sta mettendo alla luce under di valore".

E' vero che ha incontrato di recente Rino Gattuso?
"Sì. Ho assistito con lui agli allenamenti del Sion, una società che ritengo molto organizzata. E' stato un incontro piacevole. Credo che Rino sia un allenatore predestinato. E' ambizioso e preparato, farà strada".

Ulteriori progetti?
"Al momento seguo un corso di lingua inglese ed uno di spagnolo. Credo mi sarà utile. E ammetto pure che mi appassiona".

© Riproduzione riservata