ESCLUSIVA TMW - Porrini: "La Juve vuole rifarsi. Nessuna speranza per il Siena"
Elena Rossin
Abbiamo intervistato in esclusiva Sergio Porrini, ex calciatore che ha giocato nella Juventus dal 1993 al 1997, attualmente è l'allenatore del Pontisola. Con lui abbiamo parlato della sua ex squadra.
Juventus-Siena partita delicata per i bianconeri che arrivano dalla sconfitta con la Roma e che la prossima settimana dovranno affrontare il Napoli che li tallona a quattro punti. La Juve ha l'obbligo di vincere?
"E' vero che alla partita con il Napoli la Juventus deve arrivare con almeno gli attuali quattro punti in più, ma anche altrettanto vero che dopo la sconfitta di Roma i bianconeri avranno una tale voglia di rifarsi che non vedo come il Siena possa riuscire a fare risultato allo Juventus Stadium. Nel calcio tutto può succedere e la squadra toscana è in grande forma e ha Emeghara che nelle ultime tre partite è andato a segno quattro volte, però Conte lunedì sera è andato a vedere la gara vinta dal Siena sulla Lazio tre a zero e penso proprio che abbia studiato nei minimi particolari l'avversario di questo pomeriggio per preparare la partita in modo da arrivare a Napoli ed avere quattro o anche più punti di vantaggio, visto che lunedì sera i partenopei affronteranno in trasferta l'Udinese, gara assolutamente non facile. Quindi la mia sensazione è che la Juventus lascerà ben poco al Siena e ci ha abituati che quando vuole ottenere la vittoria entra in campo con una cattiveria agonistica e un determinazione che difficilmente lascia scampo agli avversari".
La Juventus domani avrà sei diffidati: Barzagli, Chiellini, De Ceglie, Pirlo, Vidal e Matri. De Ceglie è infortunato e a Napoli non avrebbe comunque giocato, ma Conte dice che non gli importa dei diffidati e che conta solo vincere con il Siena, infatti li ha convocati e quindi potrebbe farli giocare, però se al San Paolo qualcuno di questi dovesse dare forfait per squalifica forse non sarebbe il massimo. Con il Siena il rischio cartellini gialli potrebbero condizionare la formazione o i cambi?
"No, io la penso come Conte: non ci si può far condizionare dalla partita seguente e quindi "risparmiare" dei giocatori che sono diffidati. E' giusto mettere in campo la formazione migliore anche perché altrimenti significherebbe sottovalutare l'impegno con il Siena e non è una cosa da farsi. Se poi nel corso della partita le cose dovessero andare bene allora si potrebbero effettuare dei cambi per far sì che i giocatori diffidati non prendano ammonizioni. E' giocando con continuità che i calciatori raggiungono la condizione migliore e non si può tenerli fermi precauzionalmente perché rischiano di essere squalificati".
Magari i giocatori dovranno fare attenzione a non commettere falli evitabili, un conto è fermare un avversario a ridosso dell'area tutto un altro a metà campo.
"Sì questo assolutamente, però è anche vero che quando si sta giocando non è facile predeterminare l'andamento delle azioni e si possono verificare delle situazioni dove si è costretti a fare fallo e inevitabilmente si è ammoniti".
Quali insidie potrebbe incontrare la Juventus seppur giochi in casa e abbia più del doppio dei punti del Siena?
"Ho visto il Siena giocare lunedì con la Lazio ed è una squadra molto brava a difendersi, compatta e capace di ripartire velocemente e ha un attaccante (Emeghara, ndr) in grande forma che è stato determinante. E' logico quindi che il Siena a Torino cerchi di sfruttare le sue qualità, ma nonostante questo alla fine, secondo me, sarà la Juventus a determinare il risultato finale".
Finora tutte le volte che qualche altra squadra ha avuto la possibilità di andare a insidiare il primo posto alla Juventus non ne ha approfittato. Dipende solo dai bianconeri l'esito di questo campionato?
"Sì, la Juventus in Italia è la squadra più forte e la dimostrazione sta proprio nel fatto che quando quest'anno ha fatto dei passi falsi le altre non ne hanno approfittato e quindi questo campionato può perderlo solo la Juve. E' chiaro che se il Napoli dovesse vincere lunedì a Udine e poi battere la Juventus, essendo anche fuori dall'Europa League, potrebbe trovare una convinzione maggiore e la consapevolezza di potersela giocare alla pari con i bianconeri, però sinceramente penso che in Italia in questo momento il divario fra la Juventus e tutte le altre ci sia e che le contendenti siano a una se non a due lunghezze più distanti".
Cambiando argomento, come sta andando la sua avventura sulla panchina del Pontisola?
"Stiamo facendo un buon campionato e siamo primi nel girone B della serie D. Sto facendo quello che un calciatore che ha finito dopo venti-venticinque anni di attività agonistica si augura di fare perché conosce meglio: restare nel mondo del calcio e allenare".
L'essere primi significa che avete l'ambizione di salire di categoria?
"Sì, l'intenzione è quella di disputare un ottimo campionato e di arrivare fino alla fine con la possibilità di giocarcela, poi se al termine della stagione saremo primi si vedrà perché ci sono tante componenti che concorrono al raggiungimento di un traguardo di questo tipo, vedremo. Se alla fine saremo in lotta per questo traguardo sarà una grande cosa".




