Prati: "Il Milan prima pensi al Cagliari e poi al Barcellona"
esclusivaElena Rossin
Abbiamo intervistato in esclusiva Pierino Prati, ex centravanti cresciuto nelle giovanili del Milan e in seguito giocò in prima squadra nella stagione 1965-66 e dal 1967 al '73. Dal 2007 è supervisore AC Milan ed è responsabile di una delle cinque scuole calcio rossonere, quella dai sei agli otto anni, di Milano. Con lui abbiamo parlato della sue ex squadra.
Milan lanciato a risalire la classifica e galvanizzato dall'arrivo di Balotelli subito in gol già nella prima partita da rossonero. Si possono dire superati i problemi d'inizio stagione?
"Il Milan sta facendo molto bene, infatti, ha agganciato l'Inter e ora nel mirino c'è la Lazio. Ha dovuto inseguire per parecchio tempo, ma la squadra ha trovato un suo modo per stare in campo e con l'arrivo di Balotelli è sicuramente cresciuto il potenziale offensivo, però non si è combinato ancora niente. Adesso bisogna continuare a pedalare perché la Lazio ha tre punti in più e non si deve perdere l'occasione di agguantarla, non è facile poiché la squadra è in salute, ma l'obiettivo terzo posto, fino a poco tempo fa impensabile per molti, ora è alla portata".
Cosa è accaduto nel Milan che ha fatto passare la squadra dall'avere dei problemi a lottare per le posizioni più prestigiose?
"Non è stato facile trovare l'assetto giusto e Allegri ha dovuto sperimentare certe situazioni che purtroppo hanno portato via parecchio tempo, però alla fine è stato bravo perché ha raggiunto l'obiettivo di trovare il modo migliore per la squadra di stare in campo e da quando questo si è verificato i risultati positivi sono cominciati ad arrivare. Il gruppo era valido, io l'ho sempre sostenuto che non era una rosa scarsa, infatti poteva dire la sua e l'ha fatto, l'unico rammarico è il tempo che ci è voluto per trovare la quadratura del cerchio. Comunque complimenti a tutti perché la società è stata bravissima a non ascoltare le voci che dicevano che bisognava cambiare allenatore, Allegri è stato molto bravo a trovare le giuste soluzioni tattiche, il lavoro non è concluso poiché si vede il traguardo, ma non lo si è ancora raggiunto. Mancano ancora tante partite alla fine del campionato ci sono delle squadre in fuga che sembrano inarrivabili però il terzo posto è a tre punti e deve essere assolutamente raggiunto".
Sulla carta il calendario gioca a favore del Milan che incontra il Cagliari, mentre la Lazio deve vedersela con il Napoli.
"Sì, ma dobbiamo tenere presente che l'Inter giocherà in casa con il Siena e i nerazzurri hanno i nostri stessi punti e anche il nostro stesso obiettivo, la Fiorentina è vero che va ad affrontare la Juve, però è un'altra squadra che ci è molto vicina in classifica e quindi potrà essere una giornata molto favorevole a noi solo se vinciamo. Il Milan deve pensare solo a vincere e non a quello che fanno le altre squadre, anche solo un mezzo passo falso sarebbe un tornare in dietro e a livello psicologico continuare la serie positiva (unica partita storta quella con la Roma) che dura da due mesi accrescerebbe ancora di più l'autostima del gruppo e potrebbe arrestare la fuga della Lazio, ma, ripeto, dipende solo da noi. Guai a pensare che la partita con il Cagliari sia facile altrimenti si rischia di fare la fine della Roma che ha preso una scoppola dai sardi, che hanno grosse qualità tecniche e sono molto abili nelle ripartenze".
Torna la Champions, questo quanto influirà sul campionato e lo farà positivamente o negativamente per il Milan?
"Può influire a livello psicologico, però è chiaro che quando si ottengono risultati positivi si sente di meno la fatica. Sarebbe un grosso errore pensare alla partita di mercoledì con il Barcellona, che riguarda un'altra competizione anche se è una gara molto importante, bisogna affrontare una partita per volta e la prima squadra da affrontare è il Cagliari, se andremo in campo con l'idea che si vince perché siamo il Milan e perché si sta vivendo un momento positivo allora incontreremo grandi difficoltà, così come se penseremo a risparmiarci in vista dell'altra partita che si disputerà tre giorni dopo. Prima si deve vincere con il Cagliari e poi appena è terminata la partita con i sardi si penserà ad affrontare il Barcellona, che è la squadra più forte del mondo".




