Focus sugli stipendi delle big: Juve in vetta, in calo le milanesi. Miracolo Verona
Raimondo De Magistris
Innanzitutto un dato: Barcellona e Real Madrid, seguite a ruota da Manchester City e Chelsea, sono i club che per monte-ingaggi spendono più al mondo. Sono società che - secondo gli ultimi dato di Sportintelligence - hanno staccato anche colossi Made un Usa come i Los Angeles Lakers o i New York Yankees. Sono loro, insieme al Bayern non troppo distante, a dettare legge nel calcio europeo secondo la classica regola del 'Chi spende vince'.
Poi il secondo: anche in Italia per gli ingaggi non si spende poco, più di 900 milioni di euro l'anno. Il problema, casomai, è che negli ultimi anni s'è speso male. O meglio: s'è preferito spendere sugli ingaggi piuttosto che sui cartellini, rendendo il calcio italiano più povero di contenuti e talento.
Parte da queste due considerazioni il focus sul monte-ingaggi della Serie A che vede la Juventus primeggiare anche alla luce delle recenti operazioni. Rinata dalle ceneri della Serie B dopo Calciopoli, la squadra bianconera anno dopo anno ha aumentato il costo degli stipendi e nella scorsa stagione ha dato un'impennata verso l'alto a questa voce con l'acquisto di Tevez dal Manchester City e l'ingaggio di Llorente a parametro zero. Inoltre, ha da pochi giorni rinnovato il contratto di Vidal (portato a circa cinque milioni come l'Apache argentino) e a breve farà sottoscrivere un nuovo accordo a Paul Pogba. I bianconeri nell'ultimo anno hanno speso più di 120 milioni per gli stipendi e, se vogliono diventare più competitivi in Europa, sono destinati a non cambiare rotta.
In rapida crescita la voce 'stipendi' anche in casa Napoli. L'arrivo di Benitez fa rima con l'acquisto di calciatori già affermati. Giocatori di qualità e con ingaggi tutt'altro che bassi come Gonzalo Higuain, arrivato in estate anche grazie a un contratto da oltre cinque milioni di euro netti per sostituire Edinson Cavani (che a Parigi guadagna anche di più). Patron De Laurentiis è passato da un monte-ingaggi di poco più di 50 milioni di euro a uno superiore ai 70. E a gennaio - con l'arrivo di un difensore e un centrocampista - è destinato a incrementarlo ulteriormente.
Situazione simile in casa Fiorentina che con l'arrivo di giocatori come Rossi e Gomez s'è portata a ridosso delle big con una spesa da circa 60 milioni l'anno.
In controtendenza le due squadre milanesi che negli ultimi anni, in tal senso, avevano sempre guidato la classifica. Drastica la riduzione dei costi in casa Inter, una linea che sembra destinata a restar tale anche col passaggio delle quote di maggioranza da Massimo Moratti a Erick Thohir. Il tycoon indonesiano, infatti, ha chiesto un ulteriore abbassamento dei costi di gestione e parlato, finora, di un'Inter vincente in futuro, ma sostenibile economicamente nell'immediato. Già nella passata stagione la società nerazzurra è tornata sotto ai 100 milioni per gli ingaggi dopo aver superato anche i 150 quando la squadra era allenata da José Mourinho e, a fine stagione, è pronta a un ulteriore taglio salutando quasi tutti gli ultimi eroi del Triplete ancora in rosa.
Ridotto nell'ultima stagione, anche se ancora superiore ai 100 milioni di euro, in monte-ingaggi in casa Milan. In questo caso i senatori hanno già salutato da un pezzo e i giocatori che guadagnano di più sono nuove leve come Mario Balotelli o calciatori arrivati a costo zero come Ricardo Kakà o Philippe Mexes.
Straordinario il lavoro fatto in estate dalla Roma. La società capitolina è stata in grado di rendere più snello il totale degli stipendi con la cessioni di calciatori come Lamela, Marquinhos e Osvaldo (che avevano chiesto un adeguamento contrattuale) e incrementato il rendimento con nuovi acquisti che, in molti casi, hanno stipendi più bassi dei loro predecessori.
Leggermente calato anche il monte-ingaggi della Lazio che in estate non ha brillato per operazioni sul mercato. L'immobilismo biancoceleste in sede di campagna acquisti ha portato a risultati tutt'altro che soddisfacenti e all'allontanamento di Vladimir Petkovic.
Chiusura con un terzo dato che evidenzia l'ottima stagione che sta portando avanti l'Hellas Verona. La squadra di patron Setti, infatti, è quella che nel rapporto stipendi/punti conquistati è messa meglio. Ogni punto ai gialloblu è costato 700mila euro. Al Milan, per rendere l'idea, 5.5 milioni. Potere delle idee che è molto più forte di quello dei soldi.




