TMWMagazine - Perinetti: "Portai Zeman alla Roma, Sensi non capí ma poi..."
Chiara Biondini
Quarantuno anni di carriera. Una vita sul campo. Giorgio Perinetti è un "dirigente maturo con idee nuove". Pronto a metterle in pratica. Oggi consigliere d'amministrazione del Palermo, fa gli onori di casa e ci apre le porte del Renzo Barbera. Secondo piano, in fondo a sinistra c'è il suo ufficio. Il computer sempre acceso, WyScout aperto e i suoi allievi pronti ad apprendere i trucchi del mestiere ascoltandolo giorno dopo giorno.
Giorgio Perinetti dirigente sportivo: quando scatta la scintilla?
"Con l'arrivo di Liedholm a Roma per la prima volta. Mi catturò: aveva necessità di un driver per Roma (sorride, ndr) e approfittando di questo ha capito la mia inclinazione e così mi ha stimolato fino a far diventare la mia passione una vera professione".
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Alla Roma scelse Zeman, preso dalla Lazio. Una decisione impopolare...
"Lo scelsi per portare la cultura del lavoro a Trigoria. Fu una mossa felice, il suo lavoro è stato propedeutico alle vittorie di Capello. Sensi non capiva la scelta, ma ho avuto ragione. Devo dire che nella scelta degli allenatori sono stato sempre abbastanza fortunato e non mi sono mai preoccupato di quello che si poteva dire. Penso sempre di scegliere per quello che uno può dare in campo. Non importa che una persona sia popolare, ma utile alla squadra".
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