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Francesco Mancini, il ricordo di un grande uomo di sport

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Luca Esposito
giovedì 10 ottobre 2013, 13:442013
autore Luca Esposito
10.10.2013 13:442013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Francesco Scopece/TuttoLegaPro.com

Quarantacinque anni fa, il 10 ottobre del 1968, a Matera nasceva Francesco Mancini, il "prototipo" del portiere di Zeman. Calciatore di indiscussa professionalità, in Serie A ci era arrivato grazie alla gavetta, e soprattutto grazie alla fiducia sempre riposta in lui dal Boemo. Dopo aver giocato in Quarta Serie con la squadra della sua città natale, il Matera, era stato a Bisceglie e poi a Foggia, dove in verità non aveva iniziato subito da titolare il suo corso: era infatti la riserva di Genovese nella gerarchia tracciata dell'allora tecnico Caramanno. Poi arrivò Zeman e diede più spazio al portiere materano, il quale si segnalò per le sue qualità tecniche essendo un ottimo giocatore anche con i piedi: precursore del "portiere moderno", si veniva a trovare addirittura come ultimo difensore in caso di mancato fuorigioco, e questa sua tendenza a giocare anche fuori dell'area di rigore gli valse il soprannome del "René Higuita di Matera". Un giornalista Rai inoltre definì Mancini il "Batterista funambolo" data la sua forza esplosiva tra i pali e la passione per la batteria e per la musica reggae.

Rispetto a molti suoi compagni di squadra Mancini ha avuto forse meno di quanto meritava: i vari Baiano, Signori, Padalino e Di Biagio, per esempio, sono arrivati in Nazionale, invece dopo quattro stagioni di fila come titolare in Serie A, per l'estremo lucano si sono aperte altre strade, che l'hanno portato a Roma nella Lazio, al Bari, al Napoli, e poi nelle serie minori con Pisa, Samb, Teramo, Salernitana, Martina e Trani. Però anche dopo la carriera calcistica non ha interrotto il feeling con Zeman, che dopo l'esperienza di Mancini nello staff del Manfredonia lo ha voluto come preparatore dei portieri prima a Foggia e poi a Pescara, ma quella abruzzese è stata l'ultima esperienza in quel campo di Mancini, poiché in quel brutto pomeriggio del 30 marzo la sua vita è stata interrotta bruscamente da un infarto: niente da fare per lui e fortissimi rimpianti in tutti gli ambienti dove era stato, come calciatore e anche come componente dello staff tecnico. Riposa a Manfredonia, dove viveva con moglie e figli.

Il portiere-libero di Zeman è destinato a essere ricordato ancora a lungo, in particolare a Matera e a Foggia, due città dove proprio a Francesco Mancini è stato intitolato un settore dei rispettivi stadi di calcio: a Foggia è la Curva Nord che porta il nome di Mancini, a Matera è invece la gradinata. Cos'altro si farà per commemorarlo? Certamente il ricordo è sempre vivo nei cuori di sportivi e di quanti l'hanno conosciuto.