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Genoa, che confusione: le contraddizioni tra campo e mercato

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Antonio Gaito
giovedì 24 gennaio 2013, 21:302013
autore Antonio Gaito
24.01.2013 21:302013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Gli errori del passato evidentemente non hanno insegnato niente. Il Genoa aveva già preventivato una mezza rivoluzione in questo mercato di gennaio, al punto di dichiararlo a più riprese anche pubblicamente dopo i disastri della prima parte della stagione, ma sono evidenti le difficoltà della società che s'è ritrovata con dei cambi importanti nei vertici dirigenziali e, soprattutto, nella guida tecnica. A spiazzare Enrico Preziosi è stato soprattutto il crollo verticale avuto con Gigi Delneri, tecnico con cui si stava portando avanti una strategia chiara in questa finestra di riparazione.

"A gennaio la società non si tirerà indietro. Daremo a Delneri i giocatori di cui ha bisogno per applicare la sua idea di calcio, possiamo assicurare che avrà tutto il nostro sostegno e sarà messo nelle migliori condizioni per lavorare". Questo quanto dichiarato da Preziosi, ripetutamente, sin dall'arrivo di Gigi Delneri, subentrato a De Canio che comunque sembrava avere in pugno la squadra che tra l'altro, particolare non da poco, era in una posizione di classifica decisamente migliore. Inevitabile invece l'avvicendamento di Delneri, che ha portato la squadra, come detto, ad un crollo sul piano dei risultati e soprattutto delle prestazioni. E' giusto sottolinearlo, ma lo scenario però non era difficile da immaginare se si considera l'estrema precarietà del contesto, con una squadra incompleta - oltre che in difficoltà sul piano tecnico e psicologico e probabilmente non adatto al modulo dell'ex Chievo e Atalanta - e con l'alibi di dover limitare i danni per arrivare a fine gennaio per completare la rosa. Le contraddizioni aumentano se si pensa che al suo posto è stato richiamato Davide Ballardini, prematuramente allontanato nonostante risultati tutto sommati buoni. Lo stesso Preziosi, al suo arrivo, ha ammesso: "Ha lasciato un buon ricordo, è tra i tecnici che hanno fatto meglio a livello di punti". Peccato che però fu allontanato per lasciare posto a Malesani, tecnico che avrebbe dovuto ridare al pubblico genoano una squadra spumeggiante, spettacolare, sul modello Gasperini. Anche qui l'esito è noto, con l'esonero del tecnico, l'arrivo di Marino, a sua volta esonerato per richiamare nuovamente Malesani.

La situazione ha portato a difficoltà anche per quanto riguarda il mercato, di per se già complicato. Oltre ai giocatori già acquistati dal club - su precisa indicazione di Delneri - dopo una lunga trattativa è tramontato l'arrivo di Reto Ziegler: "Si, perché lui era un figlioccio di Delneri - ha confermato Preziosi -, noi nei ruoli che ci mancava qualcosa abbiamo già operato. Finora abbiamo preso sette giocatori, mi sembra che abbiamo già fatto uno sforzo importante. Col mercato aperto, però, è chiaro che non è mai finito nulla". Ma anche la sessione invernale è frutto dell'improvvisazione: la strategia iniziale era di partire con la cessione di Granqvist e col tesoretto a disposizione muoversi in entrata. Il giocatore era stato praticamente venduto alla Dinamo Kiev, l'operazione si è trascinata per giorni mentre oggi il difensore chiama la squadra alla riscossa ed è pronto a restare in rossoblù. Nonostante questo la società lavora al sostituto, Preziosi ammette di aspettare ancora una risposta per Silvestre e col Bologna si spinge per Daniele Portanova. Per arrivare al giocatore il Genoa è pronto a sacrificare la seconda metà di Gilardino. A completare lo scenario il cambio modulo di Ballardini che passerà con ogni probabilità al rombo a centrocampo con Bertolacci trequartista. I rossoblù sono attesi dalle sfide con Juventus, Lazio e Parma. Avrà la possibilità di lavorare o sarà di nuovo il tecnico a pagare per tutti?