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Genova contro la frasi fatte: due cambi per risorgere

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Raimondo De Magistris
lunedì 18 febbraio 2013, 18:302013
autore Raimondo De Magistris
18.02.2013 18:302013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

"Cambiare allenatore a stagione in corso è solo un danno" o "L'Italia calcistica va a rotoli perché non si dà la possibilità agli allenatori di lavorare". Alzi la mano chi almeno una volta non ha sentito frasi del genere, chi a ridosso di un cambio di tecnico non s'è confrontato con opinioni del genere. Punti di vista di buon senso, frasi spesso condivisibili che, però, riproposte pedissequamente in occasione di ogni cambio di allenatore non sempre centrano il problema.

L'ha sperimentato negli ultimi due mesi la città di Genova. Uno stadio da sempre diviso in due: la gradinata sud dipinta di blucerchiato, quella nord invasa dai colori rosso e blù. Una di quelle rivalità che fanno bene al calcio. Due tifoserie unite da qualche settimana contro quelle frasi fatte citate pocanzi che non sempre corrispondono ala realtà.

Partiamo dalla Sampdoria, la prima società a capire che un cambio di tecnico era necessario per evitare il peggio. Un buon inizio di stagione immediatamente offuscato da sette sconfitte consecutive. Poi la vittoria nel derby per riaccendere la piazza, per ripartire con nuove motivazioni. Qualcosa, però, s'era irrimediabilmente compromesso e dopo la sconfitta col Catania la famiglia Garrone ha deciso di cambiare tutto: tecnico e direttore sportivo. S'è ripartiti da Delio Rossi e il cambio di marcia è stato evidente. Undici punti in sette partite in cui di fronte c'erano avversari di altissimo rango: Lazio, Milan Juventus, Roma e Napoli. Esperienza e qualche cambio tattico necessari per dare un nuovo volto a una squadra in evidente crisi di identità fino a metà dicembre: Palombo reintegrato in rosa e schierato al centro della difesa, Krsticic vertice basso del centrocampo dopo tanto girovagare in mezzo al campo e, soprattutto, un 3-5-2 che ha esaltato al massimo le caratteristiche della nuova stella della Serie A: Mauro Icardi.

Accorgimenti tattici alla base anche della rinascita del Genoa. Otto punti in quattro gare da quando in panchina è ritornato Davide Ballardini, gli stessi conquistati da Delneri che, però, ha avuto a disposizione nove partite in più. Cosa è cambiato? In primis il modulo, appunto. L'inserimento di Bertolacci alle spalle di Marco Borriello unica punta. Una nuova identità tattica che ha permesso al Genoa di trovare la quadratura del cerchio in fase difensiva e di rendersi pericolosa in attacco anche con gli inserimenti dei suoi centrocampisti.

Due cambi per rialzare la testa, per ritrovare finalmente il sorriso dopo mesi difficili. A Genova i risultati, a qualcun altro le frasi fatte.