Gregucci: "Se la Lazio mi chiamasse risponderei sempre presente"
Redazione TMW.
Laziale d'adozione, Angelo Adamo Gregucci non ha mai trascurato le sorti del club capitolino con l'aquila sul petto. Faro della retroguardia biancoceleste dal 1986 al 1993, l'ex difensore di San Giorgio Ionico ha vissuto gli anni più drammatici ma al tempo stesso forse i più importanti e indimenticabili della storia della Lazio.
Ecco alcune sue battute rilasciati ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it
Se un giorno Lotito chiamasse, la panchina biancoceleste sarebbe sempre una destinazione gradita per Gregucci?
"La risposta è sempre la stessa. Siccome Lotito non mi ha mai chiamato il problema non si è mai posto. Ho rispetto della professionalità altrui, con i 'se' e con i 'ma' d'altronde non si va da nessuna parte. Se la società un giorno mi proporrà questa opportunità io risponderò a questa proposta. È normale che nel cofanetto degli affetti più cari io inserisca la Lazio in cima alla lista. Conosco bene la realtà biancoceleste avendo vissuto da vicino, sia da professionista che da appassionato, i momenti più drammatici e quelli di gloria. Se mi chiedessero di fare l'allenatore ci andrei, il capotecnico ci andrei, a fare il responsabile del settore giovanile ci andrei. Ma ripeto, a domanda precisa io rispondo che il problema non si è mai posto, proprio perché nessuno mi ha mai chiamato".




