Abusivi del dischetto: dal mito Beccalossi al cucchiaio di Inzaghi
Gaetano Mocciaro
Povero Osvaldo. Nel ko dalla Roma rimediato contro la Sampdoria vi sono pochi dubbi sul ruolo di capro espiatorio. D'altronde quando sbagli un calcio di rigore la situazione si fa più complicata, figurarsi se il rigore in questione è stato calciato in quel modo, prendendo il pallone e mettendolo sul dischetto, in barba alle gerarchie del caso e scalzando nientemeno che il capitano. Il mea culpa del giocatore è arrivato con una serie di tweet, ma c'è a chi la storia non è andata giù e allora ecco la contestazione aperta dei tifosi, con uno di loro che colpisce pure la sua auto.
Il caso dell'argentino non è comunque l'unico e sicuramente nemmeno l'ultimo. In molti l'hanno fatta franca semplicemente perché dal dischetto non hanno fallito, ma c'è chi si è preso la sua bella dose di insulti e persino una multa. In quest'ultimo caso ci riferiamo all'ex Palermo Pajtim Kasami che al Fulham spreca un rigore che poteva valere il passaggio del turno in Carling Cup. Lo svizzero fallisce e il Fulham sarà costretto a giocarsi col Chelsea la qualificazione ai rigori, perdendo. Oltre al danno, arriva per Kasami la beffa: 500 euro di multa, perché dal dischetto non ci doveva andare lui.
C'è invece chi, come Simone Inzaghi, ai tempi della Lazio, decide di strappare dalle mani di Hernan Crespo il pallone. È il dicembre del 2000 e l'argentino ha appena fallito un rigore contro la Reggina, ma l'arbitro ordina la ripetizione. Inzaghi e Crespo si contendono la palla, vince l'italiano che ha in mente il colpo di genio: il cucchiaio. Peccato che Massimo Taibi non ci caschi e pari facilmente la conclusione, senza nemmeno spostarsi. Nell'occasione l'attaccante riesce a far arrabbiare persino uno come Sven-Goran Eriksson, all'epoca allenatore dei biancocelesti.
Ma il top è ben più datato: 15 settembre 1982. Si gioca Inter-Slovan Bratislava, valida per i sedicesimi di finale di Coppa Uefa. I nerazzurri ottengono un calcio di rigore. Dal dischetto va Beccalossi, l'incaricato ufficiale della squadra. Il tiro finisce fuori. Poco dopo altro rigore per l'Inter, l'incaricato in quel caso sarebbe stato Altobelli. E invece si ripresenta Beccalossi. E sbaglia di nuovo. L'idea fu proprio di Altobelli, quella di rimandare il "Becca" dal dischetto per sbloccarsi. Tentativo fallito, in compenso l'"impresa" è entrata nell'immaginario collettivo e il noto comico Paolo Rossi ne ha fatto un monologo a riguardo.
Eppure non furono quelle due esecuzioni a stroncare la carriera da rigorista di Beccalossi. L'anno successivo il fantasista decise abusivamente di calciare dal dischetto, rubando di fatto la conclusione all'incaricato numero uno Altobelli. Si gioca all'Olimpico contro la Roma e Tancredi parerà l'esecuzione. Da quel momento lo stesso Beccalossi non calcerà più dal dischetto poiché perse tutta la serenità in quegli undici metri.




