I bomber di gennaio: tutti e tre desaparecidos
Gianluigi Longari
Tra i tanti equivoci creati da un mercato che solitamente è definito di riparazione per la tendenza generale di risolvere i problemi venutisi a creare nei primi mesi della nuova stagione, c'è certamente la scelta comune di dedicare la propria attenzione a dei calciatori che poi allo stato effettivo delle cose, non hanno praticamente mai visto il campo. Sono stati in particolare i reparti offensivi delle squadre di vertice ad essere stati investiti da questo particolare fenomeno, con degli equivoci tattici o fisici che i rispettivi tecnici sembrano essere destinati a portarsi dietro da qui al termine della stagione.
Apre la strada, anche come tempistica di acquisto, Tommaso Rocchi all'Inter. Nei primi giorni di gennaio i nerazzurri portano avanti la trattativa con la Lazio in fretta e furia per regalare a Stramaccioni un'alternativa valida a Milito, sino ad allora unica prima punta di ruolo presente in rosa. Un breve tira e molla con Lotito è il preludio al trasferimento dell'ex capitano biancoceleste. Morale della favola? Rocchi dopo qualche sporadica apparizione sparisce dai radar nerazzurri senza mai essere preso in considerazione nemmeno dopo il crack al ginocchio del Principe.
Discorso analogo per Calaiò al Napoli, con la sostanziale differenza che l'arciere ha davanti un certo Edinson Cavani che nonostante l'inconsueto digiuno da gol di salute sta piuttosto bene. La manciata di minuti concessagli da Mazzarri Europa League a parte, è però deludente rispetto a quanto il suo acquisto avrebbe lasciato intendere.
Un po' lo stesso discorso della Juventus con Anelka. I bianconeri però funzionano benissimo a prescindere, e proprio in concomitanza con l'arrivo del francese Alessandro Matri ha iniziato a vivere il suo periodo di maggiore floridezza realizzativa. Difficile trovare spazio in un contesto così.




