Klosedipendenza? No, peggio. Petkovic ora respira, Nicola no
Alessandra Stefanelli
Torna Miroslav Klose e con lui i tre punti. Si è parlato a lungo di Klosedipendenza per la Lazio, ma probabilmente qui siamo a livelli ancora superiori. Con il ritorno del panzer tedesco, i biancocelesti ritrovano la vittoria che mancava ormai dal 27 ottobre, allontanano lo spettro della zona retrocessione e salvano per il momento la panchina di Vladimir Petkovic, che ormai quasi eufemisticamente veniva definita in bilico. Certo, la vittoria va inquadrata anche nel contesto. Di fronte i capitolini avevano un Livorno completamente in disarmo, che veniva da cinque sconfitte consecutive in trasferta e che non sembra aver ancora trovato il bandolo della matassa. Per ora Davide Nicola dovrebbe restare al suo posto, anche se in caso di nuova sconfitta nel prossimo turno contro l'Udinese la musica potrebbe decisamente cambiare.
Oggi, intanto, i riflettori se li prende tutti il panzer. Con lui la Lazio è un'altra squadra e non solo per i gol segnati. Fa tanto lavoro oscuro, tiene alto il baricentro e fa giocare meglio i compagni. Lulic e Candreva hanno messo insieme due delle prove migliori della stagione e questo non può certamente essere un caso.
Certo, più che di una partita intera, si tratta di 45 minuti. Sì perché nel secondo tempo la gara non è praticamente esistita. Ci si aspettava una reazione veemente del Livorno, non se ne è avuto nemmeno un assaggio. Nemmeno i due cambi all'intervallo sono serviti a conferire un po' di grinta a una formazione che non ha praticamente mai attaccato e che quando l'ha fatto, non l'ha mai fatto con convinzione. In casa Lazio, invece, passa momentaneamente in secondo piano il caso Keita, escluso - pare - per uno screzio con Radu. Petkovic si è preso un bel rischio ad escluderlo, gli è andata bene. Ma senza i tre punti a Verona questa vittoria conterà molto poco.




