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I nuovi regali di De La: e su Mascherano... Pirlo, il Tottenham aspetta una risposta entro Natale. Cuadrado e le valutazioni. Il ri-ri-vincere di Agnelli. Sunderland, fallimento italiano

I nuovi regali di De La: e su Mascherano... Pirlo, il Tottenham aspetta una risposta entro Natale. Cuadrado e le valutazioni. Il ri-ri-vincere di Agnelli. Sunderland, fallimento italianoTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
domenica 27 ottobre 2013, 00:002013
di Alfredo Pedullà
Alfredo Pedullà è nato a Messina il 15 aprile 1964. Lavora a Sportitalia, giornalista per passione e convinzione. Il più bel premio ricevuto è l'affetto della gente.

Aurelio ha sentenziato: "I soldi ci sono, possiamo organizzare una bella spesa a gennaio". Aurelio di cognome fa De Laurentiis, quando parla di Benitez gode, anche e soprattutto perché deve mandare messaggi a Mazzarri che se n'è andato senza batter ciglio. E questa cosa il De La non l'ha digerita tanto. Che poi Rafa stia facendo un grosso lavoro, su questo particolare ci sono pochi dubbi. Mi permetto di dire ad Aurelio, che spopola su Twitter e che ha un bel rapporto con i tifosi, come andrebbero spesi i soldi a gennaio. Non è importante elencare nomi e ruoli da coprire o potenziare, diventa più importante prendere gente che faccia davvero la differenza. Si parla molto di Mascherano, rispondo: magari. Sarebbe il top dei top. E vi confido cosa mi hanno detto quelli che sono molto vicini al ragazzo argentino legatissimo a Benitez. Prima cosa: è vero, se lasciasse il Barcellona direbbe sì molto volentieri a Rafa, il rapporto è importante, sincero, vero. Ma siccome stiamo parlando del Barcellona e non del Vattelappesca, l'operazione resta collegata alla necessità di trovare uno più forte di Mascherano. Non credo proprio che stiamo parlando di un club orientato a perdere uno dei migliori senza essersi attivato e senza aver trovato una soluzione all'altezza. Il Napoli è comunque lì. E mi sembra significativo che De La abbia lanciato messaggi di mercato a oltre due mesi dalla riapertura: significa che esiste un programma dove nulla viene lasciato al caso. E se Benitez continua a spingere per Skrtel, giusto che glielo diano. Per D'Ambrosio ci sono stati timidi contatti tra i club, i rapporti tra Toro e Napoli sono eccellenti, ma il ragazzo - fin qui assoluto protagonista - intende aspettare fino a dicembre, poi potrà scegliere chiunque a parametro zero.

Molto interessante il discorso di Andrea Agnelli per spiegare il momento della Juve. E' uno slogan da scioglilingua: vincere è difficile, rivincere ancora di più, ri-ri-vincere complicatissimo. Sul ri-ri-vincere mi permetto di sottolineare che basterebbe aggrapparsi completamente all'allenatore che ti ha permesso di arrampicarti fin lassù per due stagioni consecutive. "Con il terzo scudetto di fila riscriveremmo la storia", ha aggiunto l'affamato Andrea. Giusto. E allora val bene ricordarselo quando si preparano le strategie: se hai un allenatore che ti prende per mano, fondamentale che abbia carta bianca. Se oggi qualcuno insiste sul fatto che non ci sia accordo totale tra Conte e il club su certe operazioni di mercato, bisogna interrogarsi sui motivi che portano a simili considerazioni. Non è l'unica chiave, ma di sicuro è una chiave da studiare con attenzione. La Juve non ha più fame? Sinceramente ci credo poco. Penso soprattutto che la prossima volta bisognerebbe stare totalmente sintonizzati quando si prende qualsiasi decisione. Dalle più importante a quella che sembra la più banale. Il discorso non chiama in causa però Andrea Pirlo che potrebbe decidere di andarsene a prescindere: conferme su una mega offerta del Tottenham, triennale da oltre cinque milioni a stagione. Andrea potrà dare una risposta senza fretta, gli inglesi la aspettano entro il periodo delle festività natalizie. La considerano una priorità, sperando che Pirlo abbia molto presto lo stesso piacere.
Sulle valutazioni difficilmente ci troveremo d'accordo, normale che sia così. Ma mi viene da sorridere quando ascolto e leggo che Cuadrado dovrebbe avere un cartellino non superiore ai venti milioni. Bene, ognuno è libero di pensarla come vuole. Ma mi piace ricordare che: a) ci sono pochi specialisti in grado di puntare e saltare l'uomo con questa facilità, sia in Italia che in Europa; b) la scorsa estate, era luglio, fu rispedita al mittente dalla Fiorentina una proposta da 18 milioni per la metà, significa che ci stiamo velocemente apprestando a superare il muro dei 30 milioni; c) spesso ci portano sudamericani da dieci milioni e passa, dopo pochi mesi ci rendiamo conto che sarebbe stato giusto spenderne al massimo un paio. La Fiorentina ebbe un'intuizione, strappare la metà di Cuadrado all'Udinese, che altri non hanno avuto. Sfruttando una situazione di non troppo feeling, chiamiamolo così, tra l'esterno e Guidolin. Ricordo i commenti poche ore dopo quell'anticipazione notturna: "Non è da Fiorentina". Adesso viene soltanto da sorridere: c'è chi giudica e spara sentenze pur senza sapere di cosa parli e quali siano le motivazioni che lo portano a lanciare proclami. Proclami che poi si rivelano assurdi e tornano indietro come un'ascia, il rischio è quello di farsi male davvero.
La mia solidarietà ai direttori sportivi che non hanno un euro in tasca. E che devono friggere il pesce con l'acqua, difficile pensare a un piatto saporito e gustoso. Ma quando c'è il budget dispiace molto che i soldi vengano scaraventati dalla finestra. E dispiace di più che gli artefici siano dirigenti italiani, reduci da esperienze dalle nostre parti. Valentino Angeloni e Roberto De Fanti erano stati chiamati al Sunderland con una promessa o quasi: carta bianca. Soldi da investire, non in quantità industriale ma comunque un eccellente gruzzolo. Al punto che il Sunderland ha speso per Giaccherini, avrebbe speso anche di più per Matri o Quagliarella: cassaforte aperta, così è bello (e più semplice) fare il direttore sportivo. A patto, però, che il piatto non pianga dopo un paio di mesi. Invece, il Sunderland è un formaggio svizzero, pieno di buchi. Di Canio è andato via, la squadra imbarca acqua: resiste la speranza di una risalita, altrimenti qualcuno presenterà il conto. E qualcuno dovrà pagarlo. Peccato che le tracce siano di un fallimento italiano. Ma vedrete che troveranno gli alibi perché sono tutti bravi, quando devono assumersi una responsabilità o ammettere gli errori, a dire "se... ma... forse...". La competenza non si acquista al supermercato: resterebbe deluso anche la buonanima di Massimino.