I pali danno, l'arbitro toglie: Lazio, serve l'impresa
Andrea Losapio
Non è stata una serata fortunata per la Lazio, nonostante il conto dei pali dica tutt'altro. Il Fenerbahce, oltre ai due gol siglati da Webo e Kuyt, ha colpito altri due legni prima di sbloccare una partita che sembrava tutt'altro che in pugno nella prima frazione, fin quando perlomeno è resistita la parità numerica. Il secondo giallo - e conseguente espulsione - con rosso per Onazi ha spaccato in due un match che sembrava più che equilibrato, con la Lazio come sempre molto brillante in Europa, nonostante un momento di appannamento in campionato.
Il problema è che l'ingenuità del nigeriano, protagonista negativo della serata in terra turca, costa davvero molto a una Lazio che giocherà in uno stadio spettrale al ritorno. Il centrocampista laziale ha compiuto un doppio errore abbastanza marchiano, e il rosso sventolatogli sotto il naso è abbastanza lapalissiano. Da rivedere, invece, il contatto in area turca fra Ederson e Yobo, che nel primo tempo avrebbe potuto portare sul dischetto la formazione biancoceleste.
Di più, la svolta arriva con il rigore di Webo al 33esimo del secondo tempo, per un fallo di mano di Radu abbastanza contestabile. Certo, direttore di gara a parte è il secondo gol di Kuyt a rendere ardua l'impresa a Roma, dovendo mettere fra sé e gialloblù almeno tre reti di scarto. Un qualcosa di non impossibile, perché in Fener visto stasera è formazione battibile e che sbanda molto in difesa, ma servirà un'altra Lazio, più attenta e concentrata. Il derby, in questo senso, non aiuterà, ma l'imperativo è provarci. E sperare, magari, nella stessa fortuna di stasera - per i pali - e in un arbitro più clemente.




