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Ibra: Pirlo ha cambiato idea, Pazzini-Cassano: i conti tornano. Nasri: Inter o Juve? Barça e Real: imperi a prezzi di saldo...

autore
Mauro Suma
sabato 4 maggio 2013, 00:002013
autore Mauro Suma
04.05.2013 00:002013
Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
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Che Zlatan Ibrahimovic sia davvero vicino alla Juventus, lo conferma la manovra a u attuata da Andrea Pirlo nei suoi confronti alla presentazione del suo nuovo libro. Ibra è un vincente e non spacca gli spogliatoi, ci mancherebbe. Questo è stato il Pirlo-pensiero del giovedì sera. A parte che Andrea si diverte un mondo ad essere preso sul serio mentre dentro di lui cova l'ironia, Pirlo è una sorta di Liedholm in salsa bresciana, ma certo è che il suo giro di valzer su Zlatan è degno di nota. Quando si sono incrociati al Milan, nell'anno dello Scudetto, Andrea covava forti perplessità sull'abbassamento di valori quali l'educazione e il rispetto all'interno dello spogliatoio rossonero. E nel corso del duello-Scudetto dell'anno scorso fra Milan e Juventus sapeva, perfettamente, che l'umore diventato ad un certo punto abbastanza distruttivo di Ibra stava creando qualche problema nello spogliatoio rossonero. Per cui che oggi dica che Ibra è una brezza leggera sullo spogliatoio colpisce. Colpisce molto. E' la preparazione del terreno. In realtà Andrea continua a pensarla come sempre su Zlatan, ma visto che alla fine della sua carriera non manca molto e visto che la Juventus ha bisogno di uno che la butti dentro là davanti, è pronto a farselo andar bene.

Se il Milan oggi è terzo ed è in piena lotta per i playoff di Champions League, lo deve a Giampaolo Pazzini. Certo, nessuno dimentica i gol di El Shaarawy e Balotelli, le geometrie di Montolivo, la freschezza di De Sciglio e Niang e la crescita importante di Constant e Flamini. Ma il Milan è balzato due volte, proprio così, due volte, in maniera fragorosa dal quarto al terzo posto proprio grazie al Pazzo. Primi di Marzo: il Milan è quarto a due punti dalla Lazio e attende la squadra romana a San Siro, Pazzini segna due gol e il Milan raggiunge quella terza piazza che, due mesi dopo, difende ancora oggi. Stessa scena domenica scorsa: il Milan era quarto, molto quarto sul 2-1 per il Catania e sono ancora due gol del Pazzo a riportare il Milan sul gradino del podio. Io credo che sia Cassano che Pazzini abbiano fatto una buona stagione. Antonio, sul fronte interista, ha distribuito gol e assist che qua e là hanno tamponato la stagione. Ma il Pazzo, anche grazie alla squadra e alla piega diversa presa dalla stagione rossonera rispetto a quella nerazzurra, è stato più decisivo. E sul piano ambientale e caratteriale, più lineare, più sereno, più costruttivo.
A proposito di Cassano: Samir Nasri, talento 25 enne del Manchester City, sta per lasciare il Club inglese. Non è verità rivelata, ma una sensazione forte. Nasri è un trequartista talentuoso e di livello. Lo sanno al Marsiglia, lo sanno all'Arsenal e lo sanno in Nazionale francese. Al City non è riuscito ad esplodere e a consacrarsi, come può accadere nelle rose sceicche piene di giocatori da top-mercato. Ma Nasri resta un prospetto di buon affidamento, che magari non costa neanche un occhio della testa. E allora fioccano le domande? Cassano resta all'Inter? E se il barese non dovesse restare, Nasri, anche se non è argentino (a proposito, di vero cuore, onore a Javier Zanetti, torni presto Capitano!), non potrebbe fare al caso nerazzurro...Pensieri e quesiti che non si esauriscono in casa interista. C'è anche casa-Juventus. Sebastian Giovinco non è stato fortunato. Ha avuto buoni momenti ed esibito pezzi di bravura, ma fra le prime dieci firme del meritatissimo scudetto bianconero non c'è la sua. Ha classe e mercato. Magari non la stessa quotazione di Nasri, ma potrebbe anche essere un dentro-fuori intrigante dalle parti di Torino.

Attenzione alla disgregazione delle case-madri del mercato. Già negli anni scorsi quando la Real casa merengue si è ricostruita, hanno lasciato Madrid giocatori a prezzo di saldo che hanno fatto le fortune dei Club in cui hanno trovato miglior fortuna: lo stesso Robben a Monaco, Sneijder all'Inter e per certi versi anche Huntelaar al Milan. L'olandese i suoi 10 gol in una tribolata stagione rossonera li aveva fatti ed era stato pagato bene dallo Schalke nel momento in cui il Club di via Turati (fino a Settembre?) decise di virare su Robinho e sullo Scudetto. Il Real sta per far partire le stesse schegge. Pensiamo a Sergio Ramos, ma anche a Modric, a Di Maria, a Kakà, a Higuain. Per non parlare, sul fronte catalano, di Fabregas e Villa. Quando partono le rifondazioni dalle parti delle grandi spagnole, crisi economica permettendo, non si bada a spese in entrata e si trova sempre il modo di mettersi d'accordo sul prezzo in uscita, anche con le squadre italiane. Lì per lì sembrano scarti, poi però possono anche trasformarsi in splendide occasioni di rilancio. Per sé stessi e per la squadra di destinazione. Ci vuole pazienza, però. Perché, in genere, questi scenari assumono contorni abbastanza definitivi negli ultimi 15 giorni d'agosto. Gli imperi si disgregano, ma a tempo debito. Milan, Inter e Juventus sono sul chi va là: ogni notizia a prezzo di saldo dalla Spagna, troverà antenne assolutamente dritte ad accoglierle nel Bel Paese del calcio.