Il Professore sale in cattedra: Bergamo ha il suo candidato per Prandelli
Raimondo De Magistris
Commentare Atalanta-Lazio vuol dire per forza di cose esaltare la prestazione di Luca Cigarini. Inventa, segna e diverte, il regista nerazzurro di fatto ha guidato l'Atalanta alla terza vittoria consecutiva e trasformato una squadra troppo presto data per smarrita. Nel primo tempo il calciatore di scuola Parma ha dato il via alle azioni più interessanti, poi - vista la scarsa verve realizzativa dei suoi compagni di squadra - s'è mosso in prima persona per sbloccare la gara con una rasoiata potente e precisa. Nella ripresa, nel momento più delicato dalla sfida, ha recuperato palla in mezzo al campo e servito un liberissimo Denis che ha fissato il punteggio sul definitivo 2-1.
"Quando parlavo di crescita della squadra mi riferivo soprattutto a un elemento come Cigarini", dirà Stefano Colantuono al termine della gara. Dichiarazioni che specificano al meglio quanto il numero 21 sia importante per questa Atalanta, la luce di un gioco che ora pare definitivamente ritrovato.
A Bergamo sperano che il rendimento del 'Professore' resti su standard elevati fino al termine della stagione. Con un Cigarini così è impossibile non salvarsi con largo anticipo e, soprattutto, non sperare in una sua convocazione in vista del prossimo Mondiale. Prandelli in passato ha già dimostrato di tenerlo in considerazione. Lo testimoniano le quattro convocazioni tra 2010 e 2011 e il suo inserimento nella lista dei 32 pre-convocati per Euro 2012.
L'Atleti Azzurri d'Italia, però, ha confermato anche la crisi di risultati della Lazio fuori dall'Olimpico. Un solo punto conquistato in quattro partite è un campanello d'allarme preoccupante se punti all'Europa, anche se in casa hai fino a questo momento un cammino quasi immacolato (tre vittorie e un pareggio). In serata si sono addirittura diffuse voci di un possibile esonero di Petkovic prontamente smentite dalla società. Serve, però, invertire la rotta e ritrovare gli uomini migliori per non cancellare in fretta quanto di buono fatto dal tecnico bosniaco fino a questo momento. In fondo i ricordi del magnifico 26 maggio non sono poi così lontani.




