Il punto sulla A - La top 11 dopo undici giornate
Raimondo De Magistris
Undici giornate per un primo bilancio provvisorio. Una classifica sul miglior undici che tiene conto di alcuni dati oggettivi (in attacco i tre giocatori al vertice della classifica cannonieri), ma che - inevitabilmente - deve escludere sorprese più o meno attese di questo primo scorcio di stagione come Strootman, Tevez, Callejon, Borja Valero, Alvarez e non solo.
In campo il 4-3-3 è un omaggio alla Roma di Rudi Garcia, alla prima della classe che solo ieri è stata fermata a Torino sul risultato di 1-1 dopo dieci vittorie consecutive.
Morgan De Sanctis - Due gol subiti in undici partite. Ha lasciato Napoli perché non si sentiva più al centro del progetto e s'è ritrovato a Roma alla guida di una difesa blindatissima che non ha nulla in comune con quella delle ultime due stagioni. Il primato giallorosso passa anche dai suoi guantoni.
Juan Cuadrado - Sulla corsia destra può ricoprire tutti i ruoli, ma schierarlo nel ruolo di terzino è come utilizzare una Ferrari senza mai andare oltre la terza marcia. Lo sa bene Montella che schiera il colombiano come esterno di centrocampo o come ala offensiva. Lo sanno ancora meglio gli avversari che non riescono mai a fermarlo quando parte in velocità. La forzatura, però, è necessaria perché questa classifica non può fare a meno di lui. Ha passo, tecnico, continuità e - a 25 anni - tutti i club d'Europa più importanti ai suoi piedi.
Raul Albiol - Ti accorgi che è già un pilastro del Napoli quando sabato sera, dopo due passaggi sbagliati a distanza di pochi secondi, il San Paolo gli tributa solo applausi. E' il leader della seconda retroguardia meno battuta del campionato e un punto fermo per Rafael Benitez che in difesa il turnover lo riserva quasi sempre agli altri.
Mehdi Benatia - Il contrasto poco convinto con Meggiorini è solo un neo in un inizio di stagione andato oltre ogni più rosea aspettativa. Perché che Benatia fosse difensore pronto per una big a Udine lo sapevano già da un paio d'anni, ma che potesse avere un impatto così decisivo non se lo aspettavano nemmeno i più ottimisti tifosi della Roma. Una sicurezza al centro della difesa e anche due gol rifilati a Sampdoria e Bologna.
Senad Lulic - L'idolo dei tifosi biancocelesti dopo il gol in finale di Coppa Italia, il perno di una Lazio in difficoltà che nelle ultime due gare - qualora ci fosse bisogno di ulteriori conferme - ha risentito dell'assenza del bosniaco. Attacca, difende e corre per 90': il terzino sinistro più completo che in questo momento c'è in Serie A insieme all'infortunato Zuniga. Vladimir Petkovic si affiderà anche a lui per uscire da questo momento delicato.
Miralem Pjanic - In estate Rudi Garcia preferì cedere Lamela piuttosto che il bosniaco e dopo undici giornate di campionato nessuno sembra avere più dubbi sulla bontà di questa scelta. Un centrocampista completo seguito da mezza Europa che sta diventando sempre più infallibile anche sui calci piazzati. Se come maestri hai Juninho Pernambucano e Totti non è poi così difficile...
Jorginho - Il leader della grande sorpresa di questa prima parte di stagione, il simbolo di una squadra che vuole continuare a stupire. Le sue qualità erano già emerse lo scorso anno, bravo il club a non cedere alle lusinghe estive e a fare del centrocampista di Imbituba seguito anche da Prandelli il perno su cui ruota tutto il resto. Ora il suo cartellino vale più di dieci milioni di euro.
Paul Pogba - Il colpo di mercato del decennio. Un rimorso a Manchester, una certezza a Torino. A 20 anni il talento francese è già capace di giocarsi il posto con campioni del calibro di Pirlo, Vidal e Marchisio a ragion di causa. Conte gli concede sempre più spazio e lui lo ripaga con una crescita esponenziale che gli permette di essere già decisivo. Il gol vittoria al Tardini contro il Parma è solo l'ennesima conferma.
Alessio Cerci - Un prodotto del settore giovanile giallorosso per fermare la lanciatissima corsa della Roma. Un esterno offensivo che col passare delle settimane somiglia sempre più a un bomber spietato. Fino alla scorsa stagione difettava solo in continuità, ora anche questo scoglio è superato. Il Torino è ai suoi piedi, Prandelli ha un'arma in più per il Mondiale.
Rodrigo Palacio - Corre e si sacrifica, segna e aiuta in fase difensiva. El Trenza è un mix di umiltà e cinismo che - come il buon vino - migliora anno dopo anno. Con la rete di ieri siamo a quota sette, hanno fatto meglio solo Giuseppe Rossi e Alessio Cerci.
Giuseppe Rossi - Un rientro da protagonista. L'Italia calcistica lo attendeva dopo due gravissimi infortuni e lui ha risposto con gol a grappoli: nove in undici giornate. L'impatto con la piazza viola è stato devastante, brava la dirigenza gigliata a crederci quando non lo ha fatto nessuno. Ciliegina sulla torta la tripletta alla Juventus: una giornata che è già storia.




