Il punto sulla A - Roma, un dato su tutti fa la differenza. Flop Milan
Raimondo De Magistris
Inarrestabile. La Roma di Rudi Garcia ormai non è più solo la sorpresa di inizio stagione. Lo certifica la vittoria sul campo dell'Udinese - inespugnabile per tutti nell'ultimo anno - in inferiorità numerica a causa dell'espulsione di Maicon. "La vittoria più difficile", dirà Rudi Garcia al termine della partita. Una sacrosanta verità perché nel finale la Roma era schierata per difendere il pareggio e quando anche in questi casi riesci a raccogliere i tre punti non puoi far altro che pensare che questo sia il tuo anno. L'unico gol subito in nove partite spiega poco. Restando alle ultime tre gare, infatti, è evidente come la buona sorte sia stata dalla parte dei giallorossi e che la porta sia rimasta inviolata più per fortuna che per altro. Spiega molto di più, invece, il fatto che Bradley sia il decimo calciatore che nelle prime nove giornate ha trovato la via della rete. Il gruppo prima dei singoli, quindi. Una squadra capace di avere la meglio dell'avversario anche quando in campo non c'è il tuo leader (Totti) e la rivelazione di questa prima parte di stagione (Gervinho).
Al contrario, chi è ancora alla ricerca di un'identità è il Milan di Massimiliano Allegri. Ieri la squadra rossonera ha avuto il merito di crederci fino in fondo al Tardini, ma l'errore nel posizionamento della barriera al 95esimo è il simbolo delle troppe disattenzioni che in ogni partita condizionano le prestazioni del Milan. Più che un Balotelli opaco per l'occasione, quindi, a preoccupare sono le prestazioni di una difesa che incassa di media quasi due gol a partita. Sedici, per la precisione, solo uno in meno del Chievo Verona ultimo in classifica.
Non ci sono, però, solo sorprese e delusioni. Napoli e Juventus, ad esempio, non stanno disattendendo le attese e proseguono il loro viaggio a braccetto al secondo posto. Vittorie simili quelle andate in scena ieri, con Benitez e Conte che hanno rispettivamente archiviato le pratiche Torino e Genoa già nel primo tempo. Successi netti e convincenti, gare senza storia come onestamente ammesso anche dagli allenatori avversari al termine delle gare.
Al successo nella giornata di sabato è tornata anche l'Inter di Walter Mazzarri. Contro un Hellas Verona combattivo i nerazzurri sono riusciti a indirizzare la gara sui loro binari già nei primi minuti gestendo poi una partita che ha confermato un dato impensabile fino a pochi mesi fa: Ricardo Alvarez è una pedina fondamentale dell'Inter. La sua assenza, infatti, nelle ultime settimane è pesata come un macigno, un palleggiatore essenziale per far girare la squadra.
Ha ritrovato la vittoria in campionato dopo aver raccolto solo due punti nelle ultime tre gare anche la Lazio. Vladimir Petkovic nel posticipo della nona giornata ha ritrovato soprattutto il suo centravanti Miroslav Klose. Insostituibile anche in questa stagione il panzer tedesco, la conferma che il mercato - anche quando manchi un solo colpo - può fare la differenza. Burak Yilmaz a questa squadra serviva come il pane ed è chiaro come il passare degli anni renda sempre più discontinue le prestazioni di Klose. Per come è costruita, quindi, questa Lazio non sembra in grado di lottare per i primi tre posti (obiettivo sbandierato a inizio stagione), a meno che a gennaio non si ponga rimedio a questo handicap.
Ancora tutto in alto mare per ciò che concerne la salvezza. Anche questa domenica, infatti, è cambiato il fanalino di coda. E' il Chievo Verona questa volta a ritrovarsi all'ultimo posto dopo il ko interno contro una Fiorentina trascinata da Cuadrado. Sembrava dovesse essere l'ultima gara sulla panchina gialloblu di Giuseppe Sannino che, invece, nella serata di ieri ha ricevuto rassicurazioni dalla società. Le rassicurazioni nei confronti dell'allenatore sono state anche alla base del primo successo in campionato del Bologna. Stefano Pioli, infatti, non è mai stato messo in discussione e ieri con la sua squadra ha piegato le resistenze del Livorno grazie a una rete di Crespo. Ora la squadra rossoblu ha sei punti in classifica, gli stessi di Catania e Sassuolo che al Massimino hanno dato vita a uno scialbo 0-0.
Chiosa finale su Sampdoria-Atalanta, coi bergamaschi che fermano la loro corsa dopo tre vittorie consecutive al termine di una gara ben giocata al Ferraris. La sfida di sabato ha fatto capire perché a inizio stagione Stefano Colantuono ha provato un modulo più spregiudicato. La Sampdoria, infatti, ha sofferto per buona parte della gara, ma a conti fatti ha costruito le occasioni più pericolose e ha deciso la gara con un gol in apertura di ripresa di Mustafi. Il 4-4-1-1 nerazzurro, in questo caso, non ha pagato. Ma è con questo modulo che l'Atalanta ha costruito le sue fortune negli ultimi anni e una sconfitta immeritata non farà cambiare nuovamente idea al suo allenatore.




