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Il ritorno del Principe, la Roma e Delio Rossi: top e flop del campionato

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Andrea Losapio
lunedì 11 febbraio 2013, 13:312013
autore Andrea Losapio
11.02.2013 13:312013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Scatto della Juventus, che vince contro la Fiorentina e allunga su Lazio e Napoli, impantanate in un pareggio all'Olimpico. Ritorna alla vitoria l'Inter, grazie a una prestazione convincente, arrivano a un passo dal terzo posto. Il Milan stecca alla seconda di Balotelli - ancora in gol, su rigore - nel cantiere dell'Is Arenas. In coda pareggiano tutte, dall'Atalanta in giù.

I top

Arturo Vidal - Giocatore totale, sia perché in effetti è un vero trascinatore, sia perché rappresenta l'apice sia nel rompere che nel cucire gioco. I suoi inserimenti sconquassano la difesa della Fiorentina - a dire la verità un po' ballerina - e spaccano in due la partita. Il gol di Matri è all'90% suo.

Le traverse di Lazio-Napoli - Probabilmente una delle migliori partite per intensità e spettacolo degli ultimi tempi. Traverse, contropiedi, incertezze da una parte e dall'altra. Lo spettacolo è decisamente di alto profilo, peccato che entrambe le formazioni diano l'impressione di non potere combattere ad armi pari contro la Juve. Champions permettendo.

Il ritorno di Milito - Se ne sentiva la mancanza, nonostante un mese passato a cercare il suo vice. Non può essere Rocchi, e ieri sera l'ha dimostrato ampiamente. Gol a parte - bellissimo - dà profondità. Oltre a un grande senso del sacrificio. Con lui in area ogni azione può diventare letale.

I flop

Atalanta-Catania - Partita di rara bruttezza, accesa solo dalla garra del Catania, formazione argentina in campionato italiano. Valori importanti da una parte e dall'altra rimasti inesplosi, per un punto che va bene a entrambi. Ma gli spettatori hanno potuto solamente sbadigliare, con i portieri che non hanno compiuto una parata.

La Roma - Morto un papa se ne fa un altro. Qui si dimette pure Benedetto XVI, ma Zeman no. Il risultato, sia per uno che per l'altro, è lo stesso. Il buon Andreazzoli ci prova per novanta minuti, ma il rigore di Osvaldo è la pietra tombale a una partita mai realmente iniziata, il tre a uno finale racconta di una squadra che è partita per vincere subito e non per un progetto che, l'anno scorso, sembrava il primo obiettivo.

Delio Rossi - Il dito medio è incommentabile, così come lo era la litigata con Ljajic. L'importante è che non si dica che c'entra la trance agonistica.