In Europa l'Inter che conosciamo. Occhio Milan, il k.o di Barcellona può essere una crepa...
Roberto Scarpini
La serata europea ci consegna finalmente l'Inter che conosciamo. Ovviamente non sono impazzito, ho realizzato che i quarti si giocheranno tra Tottenham Hotspur e Basilea, ma ho finalmente rivisto la nostra Inter, una squadra che ha saputo lottare sempre con il piglio della grande. Una formazione nuova nella testa prima che nei nomi. Per piglio, atteggiamento in campo e anche per capacità di lottare su ogni pallone. È una squadra pazza, per carità, il tre a zero della gara di andata avrebbe consigliato di non crederci troppo per poter giocarsi tutte le carte possibili immaginabili domenica sera contro la Sampdoria. Ma non sarebbe l'Inter, non sarebbe il club tanto speciale per noi, con la sua incredibile capacità di rendersi unico, complicandosi la vita e ritrasformando le cose posizionando il mondo nel modo giusto. Il momento più bello in una serata che ho avuto, una volta di più, il privilegio di raccontare è l'applauso che è scaturito spontaneo al goal di Adebayor. Il togolese aveva in quel momento spento i sogni residui dei tifosi dell'Inter ma il carattere, e la grinta, meritavano un omaggio immediato. In una stagione in cui spesso i tifosi hanno avuto modo di sottolineare le criticità della squadra e gli errori che sono stati commessi a diversi livelli, laddove non arrivino i risultati, è stato un gesto bellissimo che credo abbia riconciliato e ricompattato ambiente e squadra. L'Inter era morta al White Hart Lane, è risorta nei 90 minuti della gara del Meazza. E' andata al tappeto anche grazie alla rete degli spurs, ma si è rialzata risorgendo una seconda volta. Nonostante tutto e tutti ha trovato l'orgoglio per provarci fino in fondo. Bravi ragazzi.
In qualche giorno a Milano si è passati dai rimontati alla quasi rimonta. C'è poco da sorridere in senso assoluto sulle due sponde del Naviglio ma va detto che, al netto degli strascichi di condizione atletica che lasceranno le sfide di coppa, a livello mentale l'Inter esce dal Meazza con la convinzione che nulla è perduto, che nelle ultime dieci gare potrà lavorare sapendo di essere stata squadra. Forte, tra i forti. Il Milan invece, dopo settimane di propaganda, e di inappropriati paragoni con l'Inter del triplete, torna ad essere la squadra con il profilo che aveva avuto fino al pomeriggio della sfida casalinga con i blaugrana. E mentalmente può essere una piccola crepa.
Un telespettatore di Inter Channel ha scritto una considerazione molto interessante per ciò che riguarda la regola del goal in trasferta nelle coppe. Dal punto di vista di Giuseppe, infatti, i supplementari non dovrebbero essere soggetti a questo tipo di principio. Infatti, così, la squadra ospitata al ritorno ha a disposizione non 90 ma bensì 120 minuti per avere una situazione di oggettivo vantaggio. Dal punto di vista di Giuseppe, i 30' finali dovrebbero ripartire dallo 0 a 0 per rendere la sfida più equa, e il risultato più in bilico. Interrogato su questa questione, Andrè Villas Boas ha così risposto nella conferenza del dopo gara: ""In effetti è una regola un po' penalizzante per chi gioca in casa il ritorno. Anche io sarei del parere che qualcosa andrebbe fatto, perché è giusto ammetterlo, in questo caso noi abbiamo avuto più tempo rispetto all'Inter per fare gol in trasferta. Ma lo dico onestamente, e un domani potrebbe succedere anche a noi." .
Chiusura sul campionato. Per Juventus e Lazio si prosegue con una gara ogni tre giorni. Vedremo se Inter e Milan sapranno sfruttare il lavoro della settimana meglio di come ha fatto il Napoli dopo l'uscita dall'Europa League e come ha saputo ben fare la Fiorentina che, nonostante l'altalena di risultati che ha contraddistinto la sua stagione, è riuscita a tornare protagonista grazie al bel gioco e ad alcuni risultati importanti.




