Inglesi d'Italia: flop e antenati. L'Inter ci riprova dove tutto è cominciato
Marco Conterio
In principio fu un dottore. Richardson Spensley, medico che sbarcò in Italia dalla terra d'Albione per prendersi cura dei marinai inglesi delle navi carboniere. Fu lui a promuovere il calcio a Genova, fu lui il capitano di quel Genoa re dei primordi pallonari d'Italia. Dagli antenati ai derivati, la scia è lunga e non sempre fortunata. Lo Sciagurato d'Inghilterra è Luther Blisset, primo coloured della Nazionale di Sua Maestà che dal Watford sbarca al Milan. 5 reti in 30 gare, i paragoni con Calloni si sprecano, le valigie si riempiono dopo soli dodici mesi. Altro giro, altro flop: tocca a Mark Hateley, l'Attila della banda Liedholm, seguito poi dal Ray Wilkins, altro britannico che al Milan ed in Italia trovò poca fortuna. Chi ci provò per primo fu Trevor Francis, una Coppa Italia con la Sampdoria in bacheca ed una parentesi sfortunata con l'Atalanta nel dimenticatoio. Nella pagina nera del mercato blucerchiato c'è anche Des Walker, note positive invece arrivano da David Platt, che con Juventus e Bari prima aveva steccato come i precedessori. E dire che per i Galletti non era neanche la prima volta, visto che le penombre di Gordon Cowans e Paul Rideout aleggiano sempre nei flebili ricordi mercatari. I carneadi si sprecano: da Franz Carr, meteora di casa Reggiana, a Daniele Dichio al Lecce e Lee Sharpe alla Sampdoria.
Jay Bothroyd è la scommessa mancata di Gaucci al Perugia, mentre un capitolo a parte merita Paul Gascoigne. Laddove il genio è superato dalla sregolatezza, dove il talento non basta a fermare le sue ribellioni interne. La Lazio e la Roma biancoceleste lo amano, ma le su follie non sono pareggiate, mai, da un rendimento all'altezza. David Beckham al Milan si rivela, oltre che maxi operazione di marketing, anche acquisto di qualità, lo stesso che valse all'Inter Paul Ince. Ed il discorso qui si conclude perché da qui tutto potrebbe ripartire. "The Governor" è stato uno dei quasi campioni di Coppa Uefa nel '97 con i nerazzurri, oltre che il primo grande colpo dell'era Moratti. Ironia della sorte. Ora che il presidentissimo potrebbe lasciare, l'Inter piomba sul figlio, Tom Ince, ventunenne stellina del Blackpool. L'Inghilterra. Dove tutto inizia, ancora una volta.




