Inter, un girone da... tre in pagella
Andrea Losapio
Diciannove giornate fa, di sabato sera, si giocava Juventus-Inter. Sembrava la sfida scudetto, il primo vero e proprio checkpoint per i bianconeri campioni d'Italia. A più quattro dai nerazzurri, più sei dal Napoli, la squadra di Antonio Conte - nonostante un arbitraggio favorevole di Tagliavento, soprattutto nella prima frazione - non riuscii a imporre il proprio gioco, subendo il tridente di Andrea Stramaccioni. Una consacrazione per il tecnico nerazzurro, pronto a diventare, di fatto, la seconda forza del campionato.
Un girone dopo (e diciotto turni), la sensazione è andata ribaltandosi. Perché, oltre a perdere tre posizioni in classifica - ringraziando Lazio e Roma che per mesi, chi prima chi dopo, hanno giocato a ciapanò - le certezze sono andate sgretolandosi. Ma è proprio la proiezione di queste diciotto partite che inquieta, che fanno raggiungere un voto basso, bassissimo. Tre, in pagella, come le posizioni perse in classifica.
Perché 20 punti in un girone sono roba da salvezza e non da Champions League. Venti lunghezze dal Milan ora terzo, diciannove dalla Juventus, tredici dal Napoli, dieci la Fiorentina, otto la Lazio e dieci la Roma. Anche il Catania ha fatto molto meglio, con dieci punti in più dell'Inter. Per dare una dimensione corretta, i meneghini hanno fatto gli stessi punti del Parma che nelle ultime gare ha faticato oltremodo anche per un calendario sfavorevole.
Oggi è la deadline di tutti i sogni interisti, una sconfitta rimanderebbe di un altro anno la Champions League in maniera pressoché sicura, senza contare il baratro in cui sta per finire a causa del fair play finanziario. Probabile che un'esclusione dalle Coppe sia scongiurata e arrivi solamente una grossa multa. Però, prima, in Coppa bisogna arrivarci...




