Juve-Torino, incontro per Ogbonna: ecco com'è andata. El Shaarawy, il Milan ci pensi bene: i retroscena della tentazione Tevez. Inter, no alla prima offerta del Tottenham per Guarin. E Preziosi va a cena per lo scambio Gila-Schelotto...
Gianluca Di Marzio
È stato il martedì di Ogbonna, di un trasferimento che sembrava davvero vicino. E non solo perché il difensore resterebbe nella stessa città, forse senza cambiare nemmeno casa. Dal Torino alla Juve: l'affare si è complicato sul più bello, quando sono entrati in campo i numeri e le valutazioni delle contropartite. Adesso ci sarà una pausa di riflessione, poi riprenderà la trattativa, non dovrebbero esserci colpi di scena. E non ci sarebbero nemmeno manifestazioni in piazza dei tifosi granata, ormai la gente si è abituata a tutto sul mercato. Anche alla possibile cessione degli idoli. Come El Shaarawy, che ha trascinato il Milan nel momento più difficile della stagione e adesso si ritrova praticamente sul mercato. Nonostante un contratto appena rinnovato fino al 2018. Galliani è infatti ricaduto in tentazione: vuole Tevez, parla sempre e solo di Carlitos, spera di cedere qualcuno per sorpassare la Juve nella corsa all'argentino. I bianconeri si sono mossi prima, contatti e incontri, un viaggio segreto a Londra, l'accordo con Tevez nel cassetto. In attesa di aprire una vera e propria trattativa col City. Gli inglesi se ne libererebbero volentieri, ma non gratis. Chiedono almeno dieci milioni di euro. O lo inserirebbero come contropartita per arrivare al Faraone. Un mese fa, quando è nata l'idea El Shaarawy per il City, fu subito proposto questo scambio agli intermediari di turno: "Parlate col Milan, soldi più Tevez e per noi si fa". Ma a bloccare ogni approccio furono in due. Galliani che disse no e rilanciò chiedendone 40 cash. E lo stesso giocatore, tutt'altro che entusiasta di lasciare Milanello e il suo amico Balotelli. "Io non me ne vado, resto qui", il messaggio recapitato dal gioiellino con la cresta. Bloccando così la macchina operativa di un trasferimento clamoroso. Poi, negli ultimi giorni, qualcosa è cambiato. Dal modulo che non prevede più gli esterni, al rischio di vedere Tevez in bianconero dopo averlo corteggiato e sfiorato a lungo. Ed ecco allora rinascere quella tentazione. Nel frattempo, il Milan saluta Ambrosini, senza giri di campo e di parole. Dopo una vita a San Siro, una nuova vita chissà dove.
Non in America, perché Ambro si sente ancora un giocatore e cerca una sfida in un campionato importante. C'è sempre il West Ham, ci pensa anche la Fiorentina: non è una priorità per il ds Pradè ma l'ipotesi non viene affatto scartata, anzi. Prima, per i viola, il portiere. E qui la trattativa è in stato più che avanzato. L'erede di Viviano ha l'identikit di Agazzi, accordo ormai raggiunto, i contatti con il Cagliari proseguono quotidianamente. Ma per mettere le firme sui moduli, i viola vogliono cedere Neto che ha un canale aperto con il Verona e alcune offerte per tornare in Brasile. A proposito, saranno giorni (di nuovo decisivi) per Felipe Anderson, il talento del Santos. In orbita Lazio. A gennaio, è mancato pochissimo per l'annuncio. Adesso, si riparte. Nelle prossime ore, ci sarà un incontro tra il fondo che controlla parte del cartellino e un emissario mandato dai biancocelesti. Dentro o fuori, è improbabile un nuovo slittamento. La Lazio intanto ha tesserato a parametro zero Novaretti, un difensore argentino che stupiva in Messico. Ed era stato a un passo dal City: Beguiristain volò in Messico per trattarlo, si fece anche immortalare in diverse fotografie con il ragazzo. Voluto da Mancini. Poi, dopo l'arrivo di Pellegrini, la stretta di mano è rimasta un ricordo e la Lazio ne ha approfittato subito. Non è stato solo il martedì di Ogbonna, Ambrosini e Novaretti. Ma anche di un'offerta spedita dal Tottenham all'Inter: 20 milioni per Guarin, pupillo di Villas Boas. L'Inter, per adesso, ha detto no, forse perché si aspetta un rilancio dagli inglesi. E altre due richieste sono state congelate. Il Monaco su M'Baye (proposti 5 milioni) e il Sunderland che pensa a Duncan, pronto a mettere sul tavolo una cifra importante appena usciranno altri due centrocampisti. In uscita, sicura, c'è invece Schelotto. Ne hanno parlato a cena Preziosi e Bozzo, in un ristorante milanese: sul piatto un possibile scambio con Gilardino. Chissà, allora, che non possa essere ricordato come il suo martedì.




