Juventus, troppe crepe impreviste: ora serve l'abito da Barça
Gianluca Losco
Che il Bayern fosse forte non l'abbiamo scoperto certo ieri sera. Squadra in forma, vogliosa in Champions di rivendicare la finale persa (in casa) dell'anno scorso, e reduce dal 9-2 all'Amburgo nell'ultimo turno in Bundesliga. Quello che forse non sapevamo era che la Juventus potesse incappare in una serata così storta.
L'episodio sfortunato può capitare a chiunque, anche se dopo una trentina di secondi sul cronometro. Da lì in poi la solidità della Juventus, quel muro costituito soprattutto di sicurezza e compattezza, è andato pian piano sbriciolandosi. Errori veniali, quasi incomprensibili per una squadra che solitamente nei primi trenta metri di campo gioca in tranquillità. Pirlo sbaglia il passaggio, Vidal la devia male, Buffon è sorpreso. Tutti aspetti che difficilmente abbiamo trovato in precedenza nella stessa frase. In seguito si sono ammirati anche un Barzagli lento, un Marchisio mai in partita, un Bonucci pasticcione soprattutto nel far ripartire l'azione. Note dolenti che, se possibili, si sono accentuate nella ripresa, con la goffa respinta di Buffon in occasione del 2-0 e i gialli inflitti ai diffidati Vidal e Lichtsteiner. Da un certo punto di vista forse è meglio che la serata storta abbia contagiato quasi tutti, ma di fatto adesso rimontare questo risultato, accedere alla semifinale, è un'impresa quasi titanica.
La Juventus dovrà in tutti i modi mettere il vestito da Barcellona. In Italia la remuntada blaugrana ce la ricodiamo bene, anche perché avvenuta poco tempo fa. Perso due a zero all'andata? Nessun problema, basta vincere quattro a zero al ritorno. La Juventus potrà contare sul calore dei suoi tifosi (va reso comunque merito alle migliaia di persone presenti ieri all'Allianz Arena) e dovrà giocarsi il tutto per tutto; e, magari anche con un pizzico di fortuna, forse stavolta la rimonta (chiamiamola in italiano) sorriderà ad una squadra del Bel Paese.




