L'addio anticipato di Zarate. Cavallo di ritorno al Fortin
Andrea Losapio
La storia di Mauro Matias Zarate rimarrà impressa per un bel po' di tempo nella mente dei tifosi laziali. Arrivato come uno dei più promettenti talenti sudamericani - passati per l'Arabia a inizio carriera, contrariamente a stelle più conosciute che preferiscono svernare alla fine - per una cifra vicina ai tre milioni di euro, Zarate è diventato subito il beniamino dell'intera tifoseria. Dribbling e parabole imprendibili, giocate d'alta scuola e qualche critica, decisamente veniale. Termina l'anno a sedici reti e con una Coppa Italia in bacheca - nella finale contro la Sampdoria - vinta da protagonista con un gol e il suo rigore (al termine dei supplementari) realizzato con freddezza. Sembra solo l'inizio di un'ascesa irresistibile, ma la stagione successiva, con Davide Ballardini in panchina, è disastrosa sia per lui che per la Lazio. Solo tre i gol in campionato, con un'astinenza prolungata che non può giustificare i diciassette milioni di euro spesi l'aprile precedente da Claudio Lotito. Luis Ruzzi, agente dell'argentino, ha spiegato qualche tempo la sua verità, accusando Tare di averlo sempre visto in cattiva luce, Lotito di non averlo protetto abbastanza e lo stesso Ballardini di non averlo sfruttato al meglio.
Tanto più che l'anno successivo, con Reja, Zarate è tornato a giocare su livelli accettabili, con 9 reti e 8 assist nel corso dell'intera stagione. La chiamata dell'Inter non si è fatta aspettare, e la Lazio ha deciso di liberarlo per 2,7 milioni di euro di prestito oneroso (quelli pagati per convincere l'Al Sadd a prestarlo la prima volta) più un riscatto che ammontava a circa 15. L'involuzione nerazzurra - dovuta a una stagione decisamente non brillante da parte di tutta la squadra - ha riportato Zarate alla Lazio. Petkovic l'ha utilizzato una sola volta in campionato (seppur abbia dovuto premere per acquistare Saha, a un certo punto, non proprio una mossa normale da chi ha abbondanza in attacco) ed è anche finito fuori rosa. La Dinamo Kiev sembrava a un passo dall'acquistarlo a gennaio, poi è saltato tutto, così come un eventuale trasferimento al Genoa. Su Twitter ha fatto sapere di essere libero, però il Collegio Arbitrale si esprimerà solamente a metà luglio. Chiaro che, se le previsioni dovessero essere rispettate, Zarate potrà lasciare l'Italia e ritornare al Velez, nel suo Fortin, che è pronto a vendere Gino Peruzzi e Facundo Ferreyra per riportare lui e Moralez in Sudamerica.




