L'addio di una mela da cento mila lire
Andrea Losapio
Dejan Stankovic lascia l'Inter. L'annuncio non è ancora arrivato, ma la rescissione del contratto è vicinissima - se non già effettuata - e poi ci sarà un probabile addio alla Serie A per il campionato americano, Lazio permettendo. Le voci di un suo possibile ritorno in biancoceleste sembrano lasciare il tempo che trovano, ma con Lotito e Tare mai dire mai. Per ora le uniche offerte sono arrivate dalla Major League Soccer, da Toronto e Seattle, con i Chicago Fire vigili sulla questione.
La Lazio, dicevamo, primo amore di una carriera quasi completamente vissuta in Italia, dal 1998 - anno della consacrazione con la maglia della Stella Rossa, quando da centrocampista andava a segno una volta su due. Proprio nel 1998, a febbraio, la Roma decise di fare seguire il calciatore, venendo però anticipati da Vincenzo Proietti Farinelli, osservatore che lo consiglia alla Lazio di Cragnotti. Uomo fidato anche ai tempi di Zdenek Zeman, che avrebbe voluto il centrocampista serbo a tutti i costi. E' l'estate successiva ai 48 miliardi di lire spesi da Moratti per Ronaldo, una delle prime pazzie (dopo quella di Berlusconi con Lentini, a dir la verità) compiute per dei calciatori. Un tabù spezzato, insomma, quello dei trasferimenti miliardari che verrà sempre più esasperato.
In ogni caso Stankovic, seppur la Roma lo volesse a tutti i costi per il proprio centrocampo, finisce sull'altra sponda della Capitale. Poche volte Zeman è sembrato lamentarsi per il mancato acquisto di un calciatore ma nel 1998 è punto nel vivo. "Ero stato io a consigliare Stankovic, ma pagare 24 miliardi per lui è come pagare 100 mila lire una mela". A proposito di frutta, un chiaro discorso da "volpe e uva", meccanica ben descritta nella favola di Esopo.
Con Stankovic si chiude un capitolo impossibile da riaprire, quando l'Italia era caput mundi soprattutto per il lato economico, con i nostri club a maramaldeggiare in tutta Europa. I tempi dei Vieri, dei Crespo, dei Veron, degli Stankovic. Una età dell'oro che saluta e parte per la Major League Soccer. Con buona pace di Zeman, che non lo ha mai allenato nella sua vita.




