La Liga rilancia, la Uefa frena: DSI e le altre, tutto sui fondi d'investimento
Marco Conterio
Javier Tebas Medrano ha cinquauntuno anni, è un avvocato spagnolo nato in Costa Rica e mira a cambiare il calcio spagnolo. Ed internazionale. La postilla dovuta, e non certo marginale, è che è presidente della Liga Spagnola e vuole aprire ai fondi d'investimento ovvero quelle 'third party ownership' che la Uefa mette al bando. In un documento dello scorso marzo, il segretario generale Gianni Infantino ha spiegato che "non c'è spazio nel calcio" per questi fondi per "proteggere lo sport e mantenerne la stabilità". Le TPO sono delle società d'investimento, terze appunto rispette alle società ed ai calciatori, che acquisiscono la totalità o parte del cartellino del ragazzo. La Fifa, nell'articolo 18bis, vieta la possibilità di incidere "sull'indipendenza, la politica o le perfomance" di una squadra ed il timore delle istituzioni calcistiche è quella che la finalità finanziaria delle TPO, possa proprio alterare sia lo sviluppo dei giocatori, sia le trattative di mercato, sia le compravendite, nonché la possibilità di riciclaggio di denaro di altre parti grazie ad infiltrazioni negli investimenti. Grazie alle partnership con i fondi, però, i club avrebbero guadagni immediati in questo periodo di magra e di crisi, sfruttando anche l'appeal commerciale. Chi sono i fondi d'investimento?
La DSI ha sede centrale a Istanbul, finanziaria a Londra ed è uno dei fondi d'investimento più importanti del globo; come si definisce sul proprio sito internet, "è un fondo privato dedicato per ottenere importanti e crescenti alternative finanziarie ai club". Non solo calcio, chiaro: il fondo Doyen Group, investe anche in metalli, minerali, gas, garburanti, energia, infrastutture, edilizia. La DSI ha sede a Malta ed è la branca sportiva. Iniziò, nel ramo calcistico, con la sponsorizzazione di Sporting Gijon, Getafe, Atletico Madrid, prendendo poi un terzo del cartellino di Mangala e Defour per 5 milioni di euro. Radamel Falcao è la punta di diamante, ma sono da contare nella lista del fondo di Nelio Moraes anche Steven Defour, Alvaro Negredo, Geoffrey Kondogbia, Eliaquim Mangala e, tra gli altri, pure Felipe Anderson della Lazio. Alcuni giocatori del roster della DSI, sono nelle squadre dei club sopra citati e la DSI, sul proprio sito, spesso annuncia di "aver collaborato col club" per l'ingaggio di un determinato giocatore. Tra i giocatori da poco nel roster, anche Neymar del Barcellona.
Poi altri fondi, altri nomi. Il Benfica Stars Fund, nel 2007, compra il 10% di Garay del Benfica guadagnando poi il diritto dello stesso 10% sulla futura vendita. Soldi cash, per i club, che arrivano subito, ma investimenti che porteranno soldi importanti nelle casse dei fondi. In Portogallo fioccano i fondi d'investimento tanto che un'inchiesta del Diario do Noticias, spiega che a fine 2012 i club detengono al 100% solo il 30% circa dei calciatori in rosa. I fondi aiutano i club nel passaggio dei calciatori, acquisendone però al contempo percentuali del cartellino e dunque sulla cessione futura. In Inghilterra le TPO sono vietate dopo il doppio passaggio di Tevez e Mascherano, della MSI, dal Corinthians al West Ham. Prima raccontavamo di Neymar: il ragazzo è passato dal Santos al Barça per 35 milioni di euro, ma 16 di questi sono stati incassati dai fondi di investimento che ne detenevano il 40% ed il 5%. Il fenomeno nasce in Brasile, Ganso è tra gli altri calciatori di proprietà di altri fondi d'investimento, tra i quali spiccano sempre la DIS e la Traffic. Lo scorso maggio, il governo brasiliano ha proposto ai club un condono di 1,5 miliardi per l'abolizione della TPO dal 2016, proposta però rimandata dai club che rischierebbero di perdere denari importanti ritrovandosi poi con le casse vuote, in un periodo dove l'avvento di queste nuove realtà terze ha permesso al mercato verdeoro di rilanciarsi. Per questo, anche la Liga adesso vuole rilanciare, mentre Uefa e Fifa si oppongono. Più di metà dei club spagnoli sono con le tasche vuote ed i bilanci ben più che traballanti. Javier Tebras Medrano rilancia la battaglia, mentre l'Italia osserva, silenziosa.




