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La notte di Niang, Matri e lo scivolone Inter: top e flop del campionato

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Andrea Losapio
lunedì 4 febbraio 2013, 15:152013
autore Andrea Losapio
04.02.2013 15:152013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews

Fuga a due: Juventus e Napoli vincono, allontanando ulteriormente la Lazio - beffata dal Genoa all'ultimo respiro - e l'Inter. Sorridono Fiorentina e Milan, tornate prepotentemente in zona Champions, mentre la Roma saluta Zdenek Zeman. In coda vincono Atalanta e Bologna, con il Pescara che vede da vicino il baratro.

I top

La notte di Niang - Sì, è vero, la doppietta l'ha siglata Balotelli. Sì, è vero, l'assist è stato di El Shaarawy, il rigore (inesistente) l'ha fischiato Valeri. Però il francese ha mostrato a tutti la sua classe, senza contare che è nato a fine dicembre 1994. La stessa età di Kovacic (anzi, sei mesi in meno) ed è stato pagato sei volte di meno. Il migliore in campo, gol a parte, è stato lui.

Alessandro Matri - Un gol alla van Basten, o alla Batistuta, forse un po' anche alla Matri. Che, di sinistro, inchioda un incolpevole Puggioni, andando a sfondare la porta come un bomber di razza sa fare. Certo, i continui titoloni su top player veri o presunti a rotazione hanno decisamente stancato.

Paolo Cannavaro - Segna e difende, forse il momento più bello dopo le giornate passate a soffrire da lontano per le sorti dei propri compagni. Lancia la sfida alla Juventus, ben sapendo che non sarà facile vincerla. Europa o Champions, le coppe faranno la differenza.

I flop

Lo scivolone Inter - La giornata dell'Inter a Siena, città dai piacevoli ricordi (scudetti 2007 e 2010) e degli incredibili autogol - Materazzi -, va in fumo a inizio ripresa, quando Chivu decide che Emeghara va steso a tutti i costi, regalando rigore più espulsione. Diciamocelo, Stramaccioni ci sta capendo ben poco. Delle due l'una: aspettare il tecnico come lo United dei bei tempi che furono, inserendo giovani di qualità, oppure prendere il primo che passa per strada e farlo allenare. Perché va rivista la filosofia, più che il budget societario.

Vladimir Petkovic - E' stato tanto tempo fra i migliori, oggi tocca pure a lui. Dopo la battuta dovuta alle sedici vittorie non ne azzecca più nemmeno una in campionato. Sarebbe bello sapere cosa preferiva: l'accesso alla finale di Coppa Italia o una vittoria ieri. Probabilmente la prima, quindi meglio riformulare: una vittoria ieri o, almeno, Felipe Anderson?

La Roma - Non ci sono parole per commentare una squadra che non gioca, sembra in confusione, ha un portiere che fa muro nel proprio campo. Insomma, non ne è andata bene una. Dispiace per Zeman, si è bruciato l'ultima occasione per allenare una grande.