La stracittadina in finale: quando toccò a Torino e Milano
Gaetano Mocciaro
Un derby in finale, tra due romane, a Roma. C'è da scommetterci che mai come quest'anno la tanto bistrattata coppa Italia abbia il fascino di una Champions League. E poco importa se in realtà, oltre al trofeo, viene garantita "solo" l'Europa League. Difficilmente troveremo una finale tanto affascinante, tanto sentita. Eh sì che in passato ci sono state gare di grande appeal. Roma e Lazio si sfideranno per la prima volta all'atto finale e comunque vada a finire la città di Roma staccherà Torino per numero complessivo di vittorie: 15 a 14. Milano era già dietro, con 13 trofei alzati.
L'importanza di questo Roma-Lazio lo si capisce anche dall'eccezionalità dell'evento: mai dal 1922 a oggi il derby capitolino s è disputato in finale edestendendo il discorso alle altre città i precedenti sono rari, tanto da contarsi sulle dita di una mano. A oggi il derby in finale è capitato solo 2 volte: il primo nel 1938: Juventus-Torino. Le due torinesi si sbarazzano nelle semifinali delle due milanesi. La Juventus si impone 2-0 sull'Ambrosiana-Inter, mentre al Torino è necessario uno spareggio per avere la meglio sul Milan. La prima partita si chiude 2-2 ai supplementari e all'epoca la lotteria dei rigori non era contemplata. Nello spareggio la spuntano i granata: al "Filadelfia" servono ancora i supplementari dopo un altro 2-2, ma al 118' Cadario consegna il successo al Toro.
In finale la Juventus vince il doppio confronto: 3-1 al Filadelfia, con la doppietta di Bellini e la rete di De Filippis contro il gol di D'Odorico; mentre al ritorno, ormai ipotecato il successo, arriva il 2-1 firmato Guglielmo Gabetto, autore di una doppietta. Proprio Gabetto da lì a qualche anno passerà al Torino, facendo parte della grandissima squadra capace di dominare il calcio italiano negli anni '40. Ma in quel pomeriggio fu semplicemente l'eroe della prima coppa Italia bianconera.
Il secondo precedente è datato 1977 col derby della Madonnina. Milan e Inter arrivano all'atto finale del torneo dopo un cmapionato anonimo, dominato dalle due torinesi. L'Inter chiude quarta a 18 punti dalla Juve campione (all'epoca la vittoria valeva 2 punti). Il Milan fa pure peggio, arrivando decimo tre punti appena sopra la zona retrocessione. Le due squadre arrivano all'atto conclusivo dopo aver vinto le semifinali articolate in un girone all'italiana. I rossoneri devono salvare la stagione dopo il campionato disastroso, l'Inter d'altro canto vuole regalare a Sandro Mazzola, all'ultima partita prima di appendere le scarpe al chiodo, l'ultimo trofeo. I due tecnici Nereo Rocco e Beppe Chiappella sono già consapevoli di dover far spazio a Nils Liedholm ed Eugenio Bersellini. Si decide tutto nella ripresa: prima Maldera, poi Braglia, regalano un successo che riabilita la stagione del Milan, che strappa così il pass per la Coppa delle Coppe.




