La strategia di Conte per allenare una squadra special (e non è il Chelsea...). La preoccupante verità dietro lo sfogo del Faraone. Vicinissimo l'accordo col nuovo allenatore della Roma
Fabrizio Biasin
Per essere chiari: chi scrive sta sciaguratamente cucinando alle 23.35 di lunedì 18 marzo. Cracco: scansate.
Ci sono editoriali scritti per far sorridere (e magari fanno piangere), altri per informare (e magari disinformano), altri ancora per fare una cosa e l'altra (e magari c'è scritto squola con la q). Il seguente coacervo di pensierini e arzigogoli elementari esula dalle tre categorie, perché il sottoscritto c'ha il soufflè agli spinaci in fase di rigonfiamento nel forno e tocca fare in fretta (sarete d'accordo: un soufflè ben fatto conta più di ogni questione pallonara). Lo chiameremo, infine, "editoriale visionario della signora Clerici" (o Parodi, dipende dalle rispettive preferenze).
Primo pensierino (10 minuti alla cottura)
Stephan il Faraone ha il nervoso ma non merita un trattamento da "caso-psichiatrico". Cioè, sui quotidiani gli hanno dato del pazzo, dello schizzato, e in realtà ha fatto quello che altri fanno tutte le domeniche. La verità è che il giovane crestone adora Balotelli ma in campo lo soffre un po'. Con la Champions ancora in ballo Stefanuccio era disposto a lasciare il palcoscenico nazionale all'amico venuto da Manchester, ora invece no. La patata bollente passa ad Allegri: in avanti c'è abbondanza e Balo deve giocare, e Stephan pure, e Pazzini anche. La situazione è pericolosa perché il contratto dell'italo-egiziano è stato appena rinnovato fino al 2018 (ingaggio passato da 800mila euro a 2,5 milioni) ma in certi casi non si sa mai come può andare a finire (per capirci: se la scorsa estate non fosse partito Ibra, probabilmente El Shaarawy sarebbe andato in prestito). Possibile destinazione? City, ma diciamolo molto molto molto sottovoce.
Secondo pensierino (cinque minuti alla cottura)
Antonio Conte non è vero che ha le palle piene del calcio italiano. Per carità, il trattamento che gli hanno rifilato i media nell'ultimo anno, la faccenda degli sputazzi al pullman della Juve, il fatto che tutti lo prendono in giro con frasi tipo "per lui vincere è un gioco da ragazzi. Cesare Ragazzi" gli fa venire il nervoso, ma non è il motore che lo spingerà lontano dall'Italia. Antonio Conte da Lecce resterà alla Juve al 99'99%, solo in caso di vittoria della Champions (possibile...) potrebbe utilizzare la tecnica Mou, ma è troppo presto per fare micidiali capriole mentali. Il mister non ha problemi d'ingaggio, ma magari chiederà all'amico Marotta di chiedere all'amico Elkann, di chiedere all'amico cassiere di famiglia di fare un piccolo sforzo per garantire un mercato più prospero di quello previsto. Soprattutto più in accordo con le sue richieste: lui i vari Bendtner, Isla, Elia e tutti questi qua... non li voleva. Lui vuole Jovetic e probabilmente lo avrà.
Terzo pensierino (quattro minuti alla cottura)
L'Inter non ha organizzato l'inghippo come molti pensano e malignano. Il rinvio della partita di Genova è una mazzata tirata sul capoccione di Stramaccioni per almeno due motivi: 1) Una carica come quella post 4-1 agli inglesi del Tottenham non la si vedeva ad Appiano da quando Josè da Setubal mise Materazzi a fare la prima punta (che il Dio del calcio lo perdoni); 2) Il Cassano visto giovedì rischia di lievitare come il maledetto soufflè se, come pare, il romano darà a Fantantonio il via libera per organizzare a suo piacimento il pranzo pasquale tra micidiali colombe allo zabaione e abbacchi unti come i capelli dell'ex funambolo Dugarry.
La ripresa post-nazionali sarà durissima per l'Inter: sabato 30 la Juve, il 3 i blucerchiati, sabato 6 l'anticipo delle 20.45 a San Siro con l'Atalanta. A proposito: ma quanto ci vuole per decidere la data del recupero? La Lega si è presa un giorno in più per rifletterci al grido di "mica siamo al Conclave, qua lavoriamo con i tempi di Montecitorio".
Quarto pensierino (tre minuti alla cottura)
Godiamoci da qui a giovedì l'avvicinamento all'unica Italia-Brasile che non ci può far male più di tanto. Prandelli ha convocato così tanti ragazzini che Coverciano sembra un ritiro dei Lupetti, ma appena prende la parola s'illumina: «E però Totti di qua, Totti di là...». E la domanda sorge spontanea: perché se ci credi davvero non l'hai convocato? Prevediamo tormentone azzurro fino alla partenza per Rio. In ogni caso rsparmiateci un'altra pantomima come quella riservata a Robi Baggio a Euro 2004. La delusione per la mancata convocazione del Codino fa ancora male.
Quinto pensierino (due minuti alla cottura)
L'immortale Totti sta facendo l'ennesimo regalo alla sua Roma: un allenatore vero. Andreazzoli non sarà un fenomeno, ma con una squadra di mezzi campioni ha totalizzato 13 punti in 5 partite. E soprattutto ne ha recuperati 10 ai nemici della Lazio. I giallorossi rivedono l'Europa, mentre anche ai più strenui difensori di Zeman viene la cirrosi a pensare che cosa avrebbe potuto ottenere questa squadra senza il boemo. La crisi societaria dopo il bluff dello sceicco - la resa dei conti tra Unicredit e americani è vicina - e l'umore della piazza fanno salire le quotazioni per un Aurelio II. Ma solo come camerlengo di papa Francesco 10.
Sesto pensierino (un minuto alla cottura: daje col soufflè!)
Cavani distratto dalla mora (ma chi scrive non ci crede), ritrova il gol e se la prende (giustamente) con tutte le malelingue. Fa la "paperella", fa capire che i giornalisti possono parlare quanto vogliono tanto lui segna lo stesso. Il bomber illuminato rifiuta di parlare della sua vita privata e pensa ai fattacci suoi. Di più: lancia messaggi a tutti i saccentelli che sentenziano: "A fine anno andrà sicuramente giocare all' Fc Vattelappesca". Per carità, sarà anche così, ma noialtri siamo sicuri che al momento le possibilità che Edinson resti sul Golfo sono alte. Per informazioni chiedere a De Laurenttis, uno che sfida le big d'Europa come un Fassino qualunque contro Grillo: «Se c'è un pazzo che vuole tirare fuori 70 milioni...». Ma il benedetto fair-play finanziario esiste davvero o è una sinapsi incontrollata e uscita dal testone di Platini?
Pensierino extra
È nato Lionel, figlio di Cassano. Temiamo che il nome sia stato scelto in onore di Messi. Pare che appena giunto nelle braccia del chirurgo il giovane Lio abbia miracolosamente parlato: "Bella de Lio mollami a terra. Chi ti credi di essere, Veronesi?".
E ora perdonatemi ma mi sparo due Sofficini al tonno, che non esistono ma sono più credibili di un fetente come il sottoscritto che si mette a cucinare un soufflè a codesta ora malsana.
E come dice l'illuminato Papa Francesco: "Buona cena di mezzanotte a tutti".
Su Twitter ( @ Fbiasin ) la segretissima lista dei possibili nomi del prossimo figlio di Cassano. In pole "Stramaccioni". Se fanno pace.




