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La strategia di Wesley, il nervosismo di Cassano, il miraggio di Paulinho, la bugia su Allegri. Il destino (segnato) di Guardiola, quello (deciso) di Llorente. La verità su Abate, la magia di Abete

autore
Fabrizio Biasin
martedì 15 gennaio 2013, 00:002013
autore Fabrizio Biasin
15.01.2013 00:002013
Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista tv per Sportitalia, Mediaset Premium e Telelombardia.
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Wesley Sneijder ha una vita bellissima, Massimo Moratti ha una vita bellissima, Silvio Berlusconi ha una vita bellissima, Llorente, Drogba, Paulinho, Allegri, Cassano, Stramaccioni, Abate, Balotelli e il mio pesce rosso hanno una vita bellissima. Anche tutti gli altri che citeremo da qui in avanti hanno una vita bellissima, sia chiaro.

La premessa è d'obbligo, perché davvero c'è ancora chi crede che qualcuno dei soggetti trattati nelle nostre semplici articolesse si faccia venire l'ulcera per mere questioni legate al mondo pallonaro. Oddio, magari succede, ma a noialtri va sicuramente peggio.

Prendiamo Sneijder, ad esempio. Nel recente passato c'è chi ha accostato il termine "mobbing" al suo faccione. E lui risponde con i dispetti: s'accorda con i turchi e dà modo all'Inter di sbloccare il mercato invernale? No, fa "flanella", temporeggia, attende paziente un'offerta migliore. Legittimo, per carità, ma alla fine la verità è venuta a galla: al buon Wes dei nerazzurri non frega un granché.

E a Moratti? A Moratti sì. Certo, anche lui ha pasticciato e nel caso specifico un po' se l'è cercata. Il patron c'ha il nervoso tipico di quello che una volta aveva il coltello dalla parte del manico e ora ha capito che il manico è nelle mani di quell'altro, l'olandese, il marito del petalo chiamato Yolanthe. Ecco, anche Yolanthe ha una vita bellissima, eppure si fa venire l'ulcera a suon di tweet. Dice: "Certe persone stanno facendo del gioco sporco. Presto tutti sapranno" e le viene il broncio pensando che a Istanbul al posto della "settimana della moda" c'è "la settimana del kepab piccantino". Attendiamo con ansia succosi sviluppi e registriamo la situazione-Inter a metà mercato: Sneijder andrà via quasi certamente e se resta non sarà reintegrato a meno che non accetti la famosa spalmatura (non lo farà). Paulinho ha le stesse speranze di vestire il nerazzurro che ha il sottoscritto di convincere Zeman a utilizzare la sigaretta elettronica (la clausola passata improvvisamente a 15 milioni è una mazzata bestiale sulle buone intenzioni dei nerazzurri), Schelotto arriverà perché son due settimane che strizza l'occhio ai suoi futuri compagni di squadra e s'è comprato la casa sul Lago di Como tipo Clooney (ma non hanno lo stesso estetista), in attacco basta Rocchi se supera alcuni spinosi problemi burocratici con l'Inps, in difesa si registra l'interessamento di quelli del Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) dopo il sei in pagella strappato da Jonathan sabato: se quello sceso in campo contro il Pescara era davvero lui se lo portano in laboratorio per uno studio approfondito. E Cassano? Ha sbroccato, più o meno. Sono piccoli segni di nervosismo, per carità, ma col buon Antonio il rischio che si passi dallo "Strama: bene bene" allo "Strama: sembri mister Bean solo che lui ci capisce più di te" è concreto.

L'altra faccenda paranormale riguarda il Cavalier Silvio. Queste le ultime del Berlusca: "Abate non si muove, Allegri resta al Milan anche in futuro, Balotelli non è una mela marcia ma non ci interessa, so chi comprare fin da subito". Perché paranormale? Perché a nostro giudizio sembra che questa volta il Cav non abbia utilizzato alcuna strategia, che insomma sia tutto vero. Robinho? Ecco, sul brasiliano ha taciuto e la cosa fa pensare che alla fine mister-samba tornerà a casa (anche perché contro la Samp ha giocato come se fosse al torneo di futsal di Copacabana). Boateng? Semplice. Galliani ha detto "Non si muove" e lui ha preso la cosa alla lettera. A Genova pareva Galeazzi dopo il cenone di San Silvestro. Resta in definitiva qualche dubbio sul futuro del mister: quel ricciolone di Donadoni (primo acquisto gestito personalmente da Berlusconi nel lontano 1986) ha tante chance di far le scarpe al toscanaccio.

Trattiamo infine la questione scudetto, che pensavamo riguardasse solo la Juve e invece no, perché al gran ballo partecipano di diritto anche Lazio e Napoli. Conte fesso non è, ha capito che per restare competitivo su tutti e tre i fronti ha bisogno come ossigeno sul K2 di un bomberone di quelli che fan gol quando le cose si mettono male (nessuno dei presenti in rosa, per capirci). Alla fine l'offerta "gennarina" per Llorente arriverà, scelta saggia per evitare che Lotito si metta a parlare in sanscrito davanti a 3412424 telecamere, anche a quelle di Telecippa. Al momento ha ragione lui e pare che per celebrare il gol "manesco" di Floccari abbia deciso di omaggiare l'attaccante con un prezioso anello di patatina gusto pizza.

A Napoli invece attendono con ansia di capire che fine faranno i due punti prima sottratti e ora "sospesi". De Laurentiis dice: "La penalizzazione falsa il torneo", le avversarie replicano "fatti vostri". La certezza è che il Cicap ha decisamente sbagliato obiettivo. C'è un tale, uno che è stato maledetto da chiunque, che ha vissuto una tempesta chiamata Calciopoli, che si barcamena in un'altra chiamata Scommessopoli, che deve fare i conti con una richiesta di risarcimento danni griffata Juve pari a 444 milioni di euro che ieri ha certamente brindato con lo spumantino. Ecco, quel tale, Giancarlo Abete, ieri è stato eletto a capo del baraccone calcio con più del 94% dei voti. Era il candidato unico. La domanda è: qualcuno avrà ancora il coraggio di lamentarsi? E l'altra: ma siamo in Italia o in Bulgaria? (Twitter: @ FBiasin).

Ps. Guardiola è a un passo dal Bayern. Col cavolo che viene in Bulgaria. Cioè, in Italia. Da noialtri insomma...