La verità sul Polpo Paul. Da Pirlo a Xabi Alonso, passando per Vidic: il mercato che cambia. Rami, bravo Milan. Djordjevic new entry: piace alla Lazio. Troppe chiacchiere su D'Ambrosio
Alfredo Pedullà
Un messaggio alla Nazione (juventina), quello di Andrea Agnelli. Il succo: noi non vogliamo dare Paul, il polpo Pogba ce lo vogliamo spolpare fino alla fine, sapendo che in circolazione non ce ne stanno altri. Ma temiamo che qualcuno, molto presto, possa materializzarsi e offrire una cifra di quelle che, neanche se beccassi il jackpot al Superenalotto, potresti rispondere in modo competitivo. Questo il senso delle parole di Agnelli, alla vigilia di un rinnovo di contratto inevitabile. Il succo del discorso è anche un pronostico, abbastanza semplice: tra un po' di tempo qualcuno si presenterà offrendo un cinquantino almeno per il cartellino, più cinque milioni a salire per portarsi il Polpo a casa. Ma è un pronostico, non una realtà. Almeno oggi non ci sono pretendenti a questi livelli. Ecco perché la Juve, intanto, deve provvedere al rinnovo di Pogba, portandolo ad almeno 2,5 milioni - bonus o non bonus - a stagione. Un modo per tirare la coperta fino al naso, nella speranza che presto non sia necessario coprirsi anche la testa. Non dimentichiamo che la scorsa estate la Juve ha detto no a 40 milioni e passa del Real per Vidal, non noccioline, eppure riuscì a resistere. Agnelli ha voluto dare una traccia, sicuramente allarmante, ma non al punto da pensare che ci fosse l'incendio dentro casa e che bisognava chiamare i vigili del fuoco.
La crisi è tale che molte situazioni sono cambiate. Fino a cinque anni fa sarebbe stato impensabile trovare in scadenza giocatori come Pirlo, Xabi Alonso e Vidic. Non saranno giovanotti di primo pelo, ma vuoi mettere la classe? Pirlo deciderà tra marzo e aprile, com'è chiarissimo da oltre un mese. Se sentisse appena l'un per cento della sfiducia, andrebbe via. E questa è una situazione da tenere in grande considerazione. Sfiducia non significa mancanza di stima, ma Pirlo è un tipo che come prima cosa intende divertirsi. Poi vengono il contratto, la durata e l'aspetto economico. Xabi Alonso è reduce da tantissimi guai, il Real sta per ritrovarlo. Mourinho se lo sarebbe portato volentieri a Londra, anche in questo caso ci sarà la fila in tangenziale. Io lo vedrei benissimo con la maglia del Milan per quell'invocato salto di qualità in mezzo al traffico. Ma ci saranno tentazioni e magari qualche sorpresa, Xabi vale la candela. Quanto a Vidic, viva la sincerità: ci sarebbe un difensore migliore per il salto di qualità? Soprattutto se si sta liberando a zero e non devi trattare con il club di competenza, nel caso specifico il Manchester United? Alla Juve ci starebbe benissimo: non so quanto Tevez stia spingendo, come scrivono in Inghilterra, ma so sicuramente che non si spendono otto milioni di sterline a gennaio quando dopo pochi giorni ne servono zero o qualcosa del genere per portartelo a casa.
Un parametro zero a questo livello è un grosso colpo: non dimentichiamo che pochi anni fa, anche se nessuno lo mormorava, il Milan pensava di essersi liberato di un Pirlo sul viale del tramonto. Altrimenti, mica lo avrebbe mollato e in ogni caso avrebbe dovuto cederlo rifacendogli il contratto, piuttosto che perderlo in quel modo. Tra tantissime operazioni di spessore da parte di Galliani, è stata la peggiore.
Viva i parametri zero. E una cosa resta incomprensibile: il fatto che il Toro stia perdendo un buonissimo interprete come D'Ambrosio, una situazione diversa rispetto a quella di Bianchi, ma che potrebbe portare al medesimo epilogo. Tutto questo mentre anche tra gli agenti Fifa ci sono quelli che si occupano di vicende non di competenza, giudicando l'affare D'Ambrosio con un'indimenticabile faccia da schiaffi. Quando invece tutto dovrebbe essere di competenza, (o no?) di Vincenzo Pisacane che realmente assiste l'esterno. Ma viviamo in un mondo ormai incomprensibile.
A proposito di parametri zero, il nuovo che avanza si chiama Filip Djordjevic, ventiseienne del Nantes, nazionale serbo, un attaccante che sta facendo fuoco e fiamme in quest'avvio di stagione. Ha deciso di andar via, non ci sono margini per il rinnovo, é nella lista dell'Udinese, ma il ragazzo non ha fretta. Sa di piacere molto alla Lazio, sa che presto si scateneranno club tedeschi e inglesi. L'importante è continuare a segnare, il resto sarà automatico.
Mi chiedono: come giudichi Rami? Buonissimo acquisto. Insistono: come mai così tardi? Non lo so, anche chi si occupa di filosofia aveva intuito che era un'operazione che andava fatta la scorsa estate. Eppure, continuavano a dirci che Mexes e Zapata erano reduci da un girone di ritorno indimenticabile. E che meritavano fiducia. Mistero. Il Milan ha agito a fari spenti, ha scavalcato tutti, compreso la Roma che pensava di aver bloccato il ragazzo in virtù degli eccellenti rapporti con Garcia. Un difensore, Honda sotto il cuscino, magari un centrocampista. Il Milan sta facendo mercato, ma bisogna capire in quale situazione si troverà a gennaio. La sensazione, ma si tratta solo di una sensazione, che strappare il terzo posto in questa stagione sarebbe un capolavoro assoluto. La concorrenza è più agguerrita.
Venerdì Roma-Napoli: godetevela, godiamocela.




