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Lazio, l'attacco funziona anche se la punta dorme. Chievo, poca personalità

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Gaetano Mocciaro
lunedì 16 settembre 2013, 07:352013
autore Gaetano Mocciaro
16.09.2013 07:352013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Insidefoto/Image Sport

La sfida tra Lazio e Chievo ha dato indicazioni importanti, dimostrando come i biancocelesti siano stati in grado di resettare tutto dopo le batoste con la Juventus. Lo stesso non si può dire per il Chievo, che non è riuscito a riscattare il ko di Napoli perdendo con un passivo ancor più pesante.

Per i biancocelesti la partita non era così semplice come si poteva pensare. Perché se col Chievo in 11 gare all'Olimpico aveva vinto soltanto una volta un motivo ci sarà. E perché non poche erano le assenze: Biglia, Hernanes, Radu. I tre sono stati rimpiazzati in maniera egregia. Cavanda e Konko sulla fascia sono stati esemplari. Il belga ha divorato la fascia e trovato persino un gol. In mezzo l prestazione di Onazi ci fa pensare che uno così dovrebbe essere sempre lanciato titolare. Il nigeriano ha tecnica, ardore, forza fisica e personalità. Guardate l'assist per Lulic, guardate l'assolo nella ripresa dove ha sfiorato il gol del 4-0. Lui e Ledesma hanno assicurato grinta e geometrie. Il Profeta mancava? Non c'era neanche Felipe Anderson? Nessuno se n'è accorto, vedendo un Candreva in condizione strepitosa. L'azzurro è stato semplicemente fenomenale. Rispostato sulla destra ha seminato panico per tutti e 90' e se solo i compagni avessero sfruttato meglio i suoi suggerimenti staremmo a parlare di una vera e propria goleada. Dà sempre l'impressione di poter segnare da un momento all'altro. La speranza per tutti gli italiani è che mantenga una forma simile anche fra 9 mesi in Brasile. Bene anche Ederson: non ha i 90 minuti nelle gambe e si vede. Ma ha fame. E si vede anche questo. Guardare l'azione del primo gol biancoceleste, dove sradica un pallone a centrocampo come un mediano qualsiasi. Infine, Petkovic può sorridere di come, anche in una giornata in cui l'unica bocca da fuoco, Klose, fa scena muta, grazie a un gioco arioso non esista il problema del gol.

Capitolo Chievo: Sannino nell'immediato pre-partita aveva assicurato che la squadra non avrebbe giocato una partita come quella contro il Napoli. E fino al 2-0 della Lazio questo è vero. La squadra per 20 minuti abbondanti del primo tempo ha avuto autorità e idee. Ma non uno che la buttasse dentro. E nemmeno personalità. Théréau fallito il gol del possibile 1-1 si è eclissato e così tutta la squadra quando, a inizio ripresa, Paloschi ha sprecato il gol che avrebbe potuto riaccendere l'incontro. Per 40 minuti si è vista una squadra in balia dell'avversario, Puggioni un punching ball umano. Non è così che ci si salva. Attenuante: non è con Lazio (e nemmeno col Napoli) che si fanno i punti salvezza. Ma Sannino dovrà sistemare un po' di cose.